GAL Fior d’Olivi, approvato il bilancio 2014 ma il clima di sfiducia è preoccupante

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Presidente GAL Fior d’Olivi

Dopo quattro sedute andate deserte, sabato 24 ottobre 2015 l’Assemblea dei Soci del GAL FIOR D’OLIVI ha finalmente approvato il Bilancio 2014.

Nonostante la presenza dei tre soci di parte pubblica, Comuni di Terlizzi, Giovinazzo e Bitonto, l’assemblea ha registrato ancora una volta l’assenza della stragrande maggioranza dei soci imprenditori privati, infatti l’assemblea si è costituta con poco più del 51% del capitale sociale.

Su richiesta dei tre Comuni si è provveduto ad approvare solo alcuni dei punti all’ordine del giorno, mentre i punti più spinosi che riguardavano le perdite e il bilancio di previsione 2015 sono stati rinviati ad una assemblea straordinaria dagli esiti incerti.

Altra nota dolente riguarda l’assenza della maggioranza dei componenti del Consiglio di Amministrazione. Infatti, oltre la presenza del Presidente, erano presenti solo tre Consiglieri sui sette attualmente in carica, tra i quali alcuni che in rappresentanza dei soci privati (sei su nove), in realtà rappresentano soci che risultano morosi nel versamento delle quote sociali e che siedono in Consiglio di Amministrazione con qualche problema di legittimità etica.

Sembra del tutto evidente, che vi è uno scollamento tra chi amministra la Società e la base Sociale, visto che ad oggi, molti di essi non hanno ancora versato il capitale sociale sottoscritto all’atto della costituzione della Società davanti al Notaio e nonostante sollecitati con lettera ad adempiere.

Vi è da annotare che diversi soci hanno richiesto il recesso dalla società e questo ha determinato che il capitale sociale sia sceso al di sotto dei 120 mila euro, previsto per legge e che il capitale rappresentato dal pubblico non superi il 49% del totale. Due criteri che nel rispetto dei regolamenti comunitari e regionali, sono fondamentali per la validità giuridica della stessa società Gal.

È auspicabile che il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione del GAL chiariscano pubblicamente la vicenda che si trascina da alcuni anni, e che, alla luce dei fatti,  pone seri interrogativi sulla classe dirigente che ha amministrato negli ultimi due anni la gestione degli interessi economici e finanziari della società che amministra soldi comunitari derivanti dal capitolo dell’agricoltura.

Sarebbe eticamente opportuno,  che i rappresentanti privati eletti da soci morosi che siedono in Consiglio di Amministrazione, rassegnino le proprie dimissioni poichè è palese che in questo momento non rappresentano altro che se stessi.

 

 

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