Gemmato fu eletto sindaco grazie ai “Poltronai”, è a loro che bisogna attribuire le responsabilità del disastro amministrativo?

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In queste ore il dibattito politico locale, si sta facendo sempre più aspro, la destra di Gemmato spara a zero sui noti traditori della sinistra che si identificano come nuova opposizione a quella destra a cui contribuirono nella vittoria elettorale.

Ricordiamo il famoso detto “Chi è  causa del proprio mal pianga se stesso” come dall’Inferno di Dante si legge ‘.. credo ch’un spirto del mio sangue pianga la colpa che là giù cotanto costa..’ .

“Sembrate patetici e infantili – scrive un noto cittadino terlizzese rivolgendosi agli attori della diatriba Gemmato e Grassi – per il modo con cui gestite il rapporto con i cittadini che vi hanno conosciuti sin dalla nascita della giunta Gemmato, allo stesso tempo dimostrate di essere spietati opportunisti della peggiore politica indirizzata al potere personale”.

L’aberrante comportamento cinico di chi si muove tra destra e sinistra è nella cultura della attuale amministrazione, nata solo grazie a chissà quali biechi interessi di potere, nata da un accordo elettorale tra Gemmato e Grassi che per pura contabilità elettoralistica, tradirono i propri elettori storici.

La destra tradita da Gemmato che si accordò con un gruppo del PD, una sinistra tradita dal cinismo dei Grassi che altro non inseguivano se non la brama di potere, per il cui obiettivo non ci pensarono due volte a firmare la carta del tradimento per buttare giù con un anno di anticipo, l’amministrazione di Sinistra che era al governo della città.

Ci vuole una bella faccia tosta a dare del “Poltronaio” a chi trovava un buon motivo per passare a destra, quando fu la stessa destra a proporgli la poltrona della presidenza del Consiglio per motivarlo al ruolo di traditore.

La politica dei trenta denari ha sempre avuto ragione per essere la peggiore di tutti i tempi ed è per questo che la società la identifica in ogni spazio delle istituzioni.

Si sappia però ad onor di cronaca, che l’esposto di cui parlammo in un nostro precedente articolo e che è stato la causa scatenante della polemica tra le fazioni Gemmato – Grassi, fu firmato solo dalla consigliera Marisa Chiapparino e non da Grassi, che come al solito manda gli altri al fronte mentre lui cura le strategie a tavolino.

La “furbità”, avrebbe detto un noto comico pugliese, è una brutta còsa.

 

 

 

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