Università, lo studio è un diritto troppo costoso per i nostri figli

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Il grido di allarme arriva da una mamma terlizzese che come tante, si è dovuta fare i conti su quanto costa ogni anno l’università per i propri figli.

Ci sono atenei in cui le tasse hanno raggiunto un livello insostenibile – ci racconta con indignazione.

La tassazione, è calcolata in base al modello ISEE, su cui ormai non si può fare  affidamento, considerato che in molti casi, con testimonianze alla mano, ci sono figli di operai che hanno pagato più tasse dei figli d’imprenditori: perché?

Perché se prima per erogare, ad esempio, le borse di studio si guardava al solo reddito (oltre che al merito), ora si considera tutto ciò che una famiglia possiede.

Prendiamo  ad esempio i casi di “tizio” e di “caio”. Se “tizio” e “caio”  hanno lo stesso reddito, ma “tizio” decide di risparmiare per il futuro dei suoi figli,  mentre “caio” spende tutto ciò che guadagna (magari in divertimenti e vizi), “tizio” paga più di “caio” avendo la stessa entrata!

Senza considerare che  l’ISEE, (se pignoli si vuol essere), non è neanche coerente! Si vuole misurare la ricchezza di ciascuno?

Allora perché non guardare per esempio, quante automobili possiede una famiglia? E al valore che hanno?

“Caio” sceglie di spendere i propri soldi per comprarsi un macchinone, ma accontentarsi di vivere in affitto. “Tizio” sceglie di comprare casa, pensando al futuro della sua famiglia e viaggiare con i mezzi pubblici. E per questo “tizio” viene “punito?”. Per questo deve pagare di più?

Perché quello che ha risparmiato “tizio” lo deve (indirettamente) spendere per pagare i vizi di “caio”? 

Inoltre, mai una legge che consideri la possibilità di dare agevolazioni sulle tasse, nel caso in cui nello stesso nucleo familiare c’è più di una persona iscritta alla stessa università. Le spese si moltiplicano per 2, il tempo per pagare le tasse è ristretto a circa 20 giorni. E dunque una famiglia normale, alle strette per dare ai propri figli quel “diritto” allo studio di cui parliamo! isee-535x300

E concludo con un esempio. Se lavorando guadagni 1.100 euro mensili, con un figlio universitario fuori sede che potrebbe costarti minimo 600 euro al mese, lo stato non ti agevola se hai una casa di proprietà ereditata perché superi il reddito e non ti agevola se non la possiedi, perché la tassa rimane la stessa e in più devi pagare  un affitto e/o un mutuo e tutto quanto la vita comporta quotidianamente. 

Studiare è un LUSSO, altro che diritto. E poi parliamo di Italia, come Paese meno colto rispetto alla Europa? 

Angela Grazioso 

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