Grande successo di pubblico al Talos Festival 2015, ecco i concerti in programma fino a Domenica

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Venerdì 9 ottobre prosegue a  Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, il “Talos Festival. La melodia, la ricerca, la follia”, ideato e diretto dal trombettista e compositore Pino Minafra. Dalle 16.45 la Cattedrale ospiterà il concerto in duo di Barry Guy e Maya Homburger. Dalla fine degli anni sessanta, Barry Guy si è imposto come uno dei massimi contrabbassisti della musica improvvisata europea. In questo progetto è al fianco della sua compagna, virtuosa del violino barocco. La musica del duo nasce dalla profonda fusione dell’arte improvvisativa con gli stilemi della musica antica barocca. Un progetto affascinante ed evocativo, dove la grande perizia strumentale coincide con la passione per la ricerca di nuovi orizzonti sonori. Dalle 19 la Birbant Band sarà in giro per le vie del centro storico di Ruvo. Dalle 20 (ingresso 6 euro) al Palazzetto di Viale Cristoforo Colombo esibizione del duo composto da Arkady Shilkloper – un polistrumentista e compositore russo (corno, flicorno e alphorn) che attualmente vive in Germania – e Vadim Neselovskyi – un pianista e compositore ucraino, docente alla Berklee College of Music, da molti anni gira il mondo suonando nella band del vibrafonista Gary Burton. I due musicisti collaborano e suonano insieme da alcuni anni, nel 2014 hanno pubblicato il progetto discografico “Krai” e al Talos proporranno un live in bilico tra composizioni originali e momenti di grande improvvisazione. La serata si concluderà con l’energia dei Funk Off che hanno letteralmente dato un senso nuovo all’esperienza della marchin’ band nel nostro paese. La band ha, infatti, legato a quest’accezione un tipo di musica che unisce il groove della black music ad arrangiamenti di tipo jazzistico, a uno stile e ad una melodia italiana, a movimenti e coreografie di grande impatto visivo ed emotivo. I Funk Off – guidati da Dario Cecchini – in questi anni hanno collaborato, live e in studio, con Paolo Fresu, David Liebman, Horacio “El Negro” Hernandez, Stefano Bollani, Gegè Telesforo, Maurizio Giammarco, Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Gianluca Petrella, Antonello Salis, Bengi Benati, Crystal Whyte, Zucchero, Jovanotti.

La giornata di sabato 10 ottobre prenderà il via dalle 17 nel Teatro Comunale con il concerto in contrabbasso solo di Barry Guy. A seguire Pasquale Iannarella Quartet e Mario Perrotta (ingegnere con la passione per le arti visive, in particolare la fotografia e la videoripresa) presenteranno lo spettacolo “Uomini di terra. Omaggio a Giuseppe di Vittorio”. Il quartetto è una realtà musicale attiva già da diversi anni. Sul palco Pasquale Innarella (sax tenore, sax alto, sax soprano), Francesco Lo Cascio (vibrafono, percussioni), Pino Sallusti (contrabbasso) e Roberto Altamura (batteria) propongono un omaggio al sindacalista pugliese Giuseppe Di Vittorio con la partecipazione di Perrotta che ha permesso di integrare il concept sonoro con quello visuale. Dalle 20 finale di serata al Palazzetto di Viale Cristoforo Colombo con il concerto in piano solo di Franco D’Andrea. L’oceanica immensità della sua costante ricerca di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica, trova in questa quasi un’ora di musica in piano solo una rappresentazione adamantina. Una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Per chiudere in bellezza la MinAfrìc Orchestra, ensemble guidato da Pino Minafra, istrionico trombettista ruvese e direttore artistico del Talos Festival, incontra il quartetto Faraualla, quintessenza della vocalità femminile mediterranea, composto da Gabriella Schiavone, Maristella Schiavone, Terry Vallarella e Serena Fortebraccio. Sul palco Minafra (composizione, direzione, tromba, flicorno, megafono) sarà affiancato da alcuni protagonisti del jazz pugliese, da alcuni musicisti italiani che con Minafra condividono da tempo passioni e progetti e dal figlio Livio Minafra (composizione, direzione, pianoforte) autore di alcuni dei brani in programma. Il repertorio proposto, con brani dei Minafra, Nicola Pisani e Gabriella Schiavone, è confluito in un lavoro discografico MinAfrìc appena uscito per Sud Music Records e distribuito da Egea.

Domenica 11 ottobre si ripartirà alle 10 nella Pinacoteca d’arte contemporanea proprio dalla presentazione di  “MinAfrìc” e di altre due produzioni discografiche in casa Minafra. “Born Free” (Incipit Records / Egea) è frutto di tre importanti concerti del duo composto dal batterista sudafricano Louis Moholo e dal pianista Livio Minafra in Italia e in Germania; in “Rebel Flames” (Ogun) Moholo incontra Canto General, progetto composto da Pino e Livio Minafra, Roberto Ottaviano (sax) e Roberto Bellatalla (basso). Dalle 15 nella Chiesa del Purgatorio la violinista Maya Homburger proporrà una lezione/masterclass dal titolo “Bach Meditation”. Alle 17 nelle Cantine Crifo concerto finale della masterclass a cura di Dario Cecchini, fondatore dei Funk Off, con i musicisti della Birband Band di Ruvo di Puglia e della Conturband di Turi. Alle 18 nel Teatro Comunale il sassofonista Nicola Pisani, il batterista Vincenzo Mazzone e il fotografo Pino Ninfa proporranno, invece, “In Sudafrica: Round About Township. Storie urbane e di libertà”, una performance nella quale si fonderanno insieme immagini e musica. Il progetto è nato per raccontare i luoghi delle periferie urbane insieme ai luoghi storici dell’apartheid, delle due grandi città del Sudafrica (Città del Capo e Johannesburg) e di Soweto, un tempo sobborgo, ma oggi una città a parte. La ricerca di Ninfa vuole evidenziare il profondo senso di dignità e solidarietà nato nella difficoltà, senza spettacolarizzare le condizioni di disagio. Saranno presentate anche le fotografie provenienti da un workshop fotografico tenuto da Pino Ninfa a Città del Capo con i ragazzi che vivono nella township di Philippi. Da venerdì 9 a domenica 11 sempre il Teatro Comunale ospiterà le mostre fotografiche “Braccianti: suoni e immagini della memoria” – immagini e testimonianze tratte da La Memoria che Resta di Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero; e “Sbarchi” di Pasquale Susca.

Dalle 20 questa edizione del Talos si chiuderà al Palazzetto di Via Colombo nel segno dei Balcani con Hosni Niko Zela e Albanian Iso Polyphonic Choir con il pianista Robert Bisha e il gran finale con la Fanfara di Tirana e Transglobal Underground. Due mondi antitetici miracolosamente armonizzati, hanno condiviso e riletto l’antico rito albanese del Kabà, mescolandolo col reggae, con l’elettronica, con i suoni di altre etnie. La Fanfara Tirana è sicuramente una delle più belle brass band della realtà balcanica. Dopo aver girato in lungo e largo l’Europa con i suoi ottoni e suonato nei più grandi festival con il progetto Kabatronics hanno osato di più e hanno consegnato l’intero album in mano ai manipolatori londinesi, Transglobal Underground, veri geni della musica “no borbers”, mitica band transglobale musicalmente e nei componenti che la formano.

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