Una maggioranza incompetente approvò un ordine del giorno poco attendibile

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Approvati gli anticipi PAC 2015 dalla Commissione Europea, contrariamente a quanto si volle far credere nella seduta del consiglio comunale di mercoledì 16 settembre.

Una chiara dimostrazione della totale incompetenza in merito alle normative vigenti in materia agricola, che con l’approvazione di un “ordine del giorno” papocchio, l’amministrazione comunale ha rimediato l’ennesima figuraccia su atti e provvedimenti che non trovano alcuna concreta giustificazione se non per pura smania di protagonismo, ingeneroso, verso i cittadini in buona fede.

Infatti, è stato approvato dalla Commissione Europea il regolamento che permette all’Italia di aumentare l’importo degli anticipi Pac per il 2015, così come previsto dal pacchetto di aiuti straordinario al settore agricolo della Commissione Europea.

A partire dal 16 ottobre l’Italia potrà anticipare fino al 70 per cento dei pagamenti diretti e sino all’85 per cento degli importi delle misure a superficie e per gli animali nello sviluppo rurale, successivamente alla diffusione da parte di Agea dei dati provvisori relativi ai valori e al numero dei diritti all’aiuto. Dati che l’Agea dovrebbe pubblicare nei prossimi giorni.

E’ ingannevole e fuorviante il modo con cui l’amministrazione comunale gestisce il rapporto con i cittadini ed in particolare con gli agricoltori che vivono nell’estremo bisogno di non essere presi in giro e di non essere illusi dalle aspettative della propaganda populistica di mestieranti della politica.

RIPROPONIAMO UNA PARTE DEL NOSTRO PRECEDENTE ARTICOLO A CONFERMA DI QUANTO SU ESPOSTO.

Entrando nel merito dell’ordine del giorno approvato il 16 settembre, ricordiamo che si riscontrano tre elementi dissonanti e incoerenti nei riguardi della normativa vigente per la “RICHIESTA PROROGA DEI TERMINI PER IL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI A CARICO DEI COLTIVATORI DIRETTI E DEGLI O.T.D.”.

Infatti, il riferimento che il documento riporta sull’ “ufficioso e presumibile ritardo dei pagamenti PAC da parte di Agea dei premi comunitari del 2015 …” , è del tutto improprio sia in termini di competenza normativa che procedurale, ovvero, intanto la PAC rientra nelle esclusive competenze della comunità europea, che dai ben noti regolamenti, prevede i pagamenti “entro giugno di ogni anno..” e per prima obiezione è evidente che stiamo mettendo il “carro davanti ai buoi” e come tali essere considerati, non solo perchè è prematuro sentenziare, ma perchè la competenza delle anticipazioni è esclusiva, in questo caso di ogni singolo governo nazionale, che decide di erogare le anticipazioni sulla base delle occasionali esigenze del momento.

Costruire una richiesta sulla “ufficiosità” di notizie senza alcun fondamento, espone al ridicolo e alla discutibile onestà morale, le tante imprese locali che invece hanno bisogno di certezze!

Il ridicolo ordine del giorno, sarebbe indirizzato all’INPS di Roma, al Ministero del Lavoro e all’Ispettorato provinciale dell’agricoltura di Bari, le cui competenze esulano del tutto dai riferimenti della richiesta di proroga, in quanto:

  • L’INPS applica la procedura di proroga o rinvio e di esonero parziale del pagamento dei contributi, solo in presenza di condizioni relative alla perdita di produzioni a causa di estreme calamità atmosferiche, in deroga alla norma che istituisce il fondo di solidarietà nazionale, che in questo momento non risulta essere accertato.
  • Il Ministero del Lavoro, non essendo competente in materia, cestinerebbe la richiesta, anche in considerazione del fatto che proprio in agricoltura nel corso del 2015 si è registrato un incremento dell’occupazione a causa della esigenza del settore che utilizza manodopera occasionale, non essendo obbligata alla manodopera a tempo indeterminato, per la quale ci potrebbe essere qualche discutibile ragione.
  • L’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Bari, non solo non è competente nel merito, ma forse certificherebbe al contrario di quanto non fosse necessario all’INPS che nel 2015 non si sono registrati, in quel territorio, eventi calamitosi che avessero potuto far perdere almeno il 35% di reddito alle imprese.

Per cortesia non offendete l’intelligenza degli agricoltori e non illudeteli su questioni di discutibile serietà, piuttosto, se proprio volete aiutarli, esonerateli dalle tasse comunali.

 

 

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