Il terlizzese Giuseppe Del Vecchio, Ambasciatore della Puglia per la FEDRA

In primo piano Giuseppe Del Vecchio

In primo piano Giuseppe Del Vecchio

Il nostro concittadino Giuseppe Del Vecchio, dopo aver lavorato in Cina e India, si appresta a ricoprire la carica di Ambasciatore della Regione Puglia per la FEDRA. Fedra (Federation of Regional Actors in Europe) è una federazione europea che riunisce e rappresenta a Bruxelles gli interessi di diverse realtà regionali come enti pubblici, imprese, Pmi, agenzie regionali e centri di ricerca. L’obiettivo è assistere e incoraggiare i diversi attori regionali a trarre i massimi benefici dalla partecipazione alla politica regionale ed interregionale a livello europeo.

Abbiamo già ospitato nel nostro blog l’esperienza Giuseppe Del Vecchio, giovane laureato con passione verso gli studi e l’internazionalizzazione. Giuseppe (25 anni, 26 il prossimo ottobre) è laureato in Economia e Commercio Internazionale presso l’Università Politecnica delle Marche. Ha svolto subito dopo la Laurea alcuni tirocini all’estero, in particolare in Bosnia-Erzegovina, Cina e India; ha pubblicato insieme al suo relatore un articolo su una rivista scientifica che gli ha permesso di vincere il Premio di Laurea A.Bartola e infine è stato eletto dalla FEDRA Ambasciatore della Regione Puglia (carica condivisa con una ragazza).

Incuriositi dal prestigioso successo del giovane terlizzese, abbiamo voluto realizzare una breve intervista per i nostri lettori:

Giuseppe, come si arriva così lontano e il tuo percorso di studi?

Forse così lontano ci sia arriva un po’ per incoscienza ma è questo che ti premia soprattutto nel percorso professionale. Dopo aver conseguito il diploma di perito tecnico mi sono iscritto alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Bari semplicemente perché ho una predisposizione per gli studi economici e giuridici. Nel 2012 ho concluso il mio percorso di studi triennale ma non ero per nulla soddisfatto di quanto fatto fino ad allora. Avevo conseguito una Laurea in Economia che non era altro che una ripetizione di esami e test, nulla di stimolante e pratico. Ho condotto una breve ricerca e ho scoperto che l’Università Politecnica delle Marche offriva il percorso ideale per me.

L’UnivPM è un’Università piccola rispetto a quella di Bari ma gestisce efficacemente le risorse economiche e investe molto in strutture, didattica, progetti internazionali e stage post-Laurea. Ho partecipato ad un seminario nel Regno Unito che mi ha reso cosciente delle mie lacune linguistiche e culturali. Al fine di migliorare le mie competenze ho trascorso 5 mesi in Ungheria con il Progetto Erasmus. Al mio ritorno ho partecipato a due ulteriori seminari in Germania e Belgio. A luglio 2014 mi sono laureato con una Tesi in Economia e Politica Agraria. Tramite Aiesec, un’organizzazione internazionale di studenti, avevo programmato un breve tirocinio in Bosnia-Erzegovina subito dopo la Laurea nel campo del marketing. Al mio ritorno ho ricevuto la comunicazione di essere stato scelto per svolgere un tirocinio di 6 mesi in Cina. Sono stato uno tra i 20 ragazzi che hanno partecipato a questo progetto. È stata la mia prima volta all’esterno dell’Europa e mi ha permesso di vedere tutto da una prospettiva diversa, smentire certi stereotipi e realizzare una rete di contatti dall’altra parte del mondo. Mentre ero in Cina ho scritto insieme al mio relatore un articolo con lo scopo di riassumere ed estendere i risultati emersi nella mia Tesi di Laurea.

Pochi giorni prima del mio rientro in Italia l’ufficio dottorato dell’Università mi ha contattato informandomi che avevo vinto il Premio di Laurea A.Bartola, rilasciato ogni anno al laureato che ha contribuito maggiormente nel campo dell’economia agraria. Dato che è possibile svolgere tirocini post-laurea entro un anno dalla Laurea ho deciso di svolgere un tirocinio di 3 mesi presso la Camera di Commercio Indo-Italiana di Bangalore perché ritengo che sia cruciale, nell’attuale contesto, un’esperienza in Asia.

Un mio contatto a fine luglio mi ha informato di un’opportunità in FEDRA per attività di puro volontariato.

-Volontariato? Quindi non è un vero e proprio lavoro. Perché ti sei candidato?

Già dal mese di luglio ho incominciato ad inviare il mio curriculum a varie aziende, tuttavia ho ricevuto poche risposte, tra l’altro negative. Penso che l’opportunità in FEDRA possa permettermi di estendere la mia rete di contatti soprattutto in Puglia nonché dimostrare il mio valore e continuare nella mia formazione. In questo momento gli YRA della Regione Puglia sono due, io e un’altra ragazza. Dato che sono stato il primo ad essere nominato ho potuto scegliere la macro area sulla quale lavorerò: Food and Agriculture.

-Cosa consiglieresti ai giovani studenti che vorrebbero intraprendere una carriera internazionale?

Il mio primo suggerimento, ma anche il più scontato, è di studiare molto l’inglese e magari anche una terza lingua. Non limitarsi a conseguire una certificazione internazionale di lingua ma svolgere un qualsiasi tipo di attività all’estero (studio, tirocinio, volontariato, au pair ecc.) per un periodo non troppo breve. Si deve praticare l’uso della lingua ogni giorno e la certificazione, come la Laurea d’altronde, è solo un titolo che senza pratica perde molto del suo valore. Il mio secondo consiglio, connesso al primo, è di andare all’estero. Non perché ci sono maggiori opportunità lavorative, questo potrebbe essere vero, ma non è questo il punto. Vivere all’estero ti mette nella condizione di impegnarti di più perché inconsciamente sai che devi fare di tutto per non fallire, inoltre ti permette di lasciare la tua comfort zone. Non avere più dei punti di riferimento come gli amici, i genitori, l’Università a mezz’ora da casa, un sistema scolastico e pubblico diverso, una diversa cultura ti mette nella condizione di rimboccarti veramente le maniche e dare il meglio di te stesso. Terzo consiglio, se qualcosa non va bene cambiate, siate aperti il più possibile al cambiamento, qualsiasi tipo di cambiamento. Io non ero soddisfatto dell’UniBa e ho deciso di cambiare, non è stato facile ma i risultati a 3 anni di distanza si vedono.

Qualcuno potrebbe controbattere: “Non tutti hanno le risorse per studiare fuori”. È vero, ma molte volte questa è una scusa per rimanere nella propria comfort zone e non mettersi in gioco. I capaci e i meritevoli riescono a vincere una borsa di studio e in ogni caso se si desidera veramente qualcosa si trova il modo di ottenerla, con sacrificio e dedizione.

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