Al teatrino della gazzarra è in scena la commedia “Le checche impazzite”

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A cura di uno spavaldo consigliere, si è dovuto assistere ad un altro episodio increscioso nel teatrino comunale, che puntualmente mette in onda e quindi in diretta streaming un’inguardabile commedia che si recita durante i consigli comunali, in cui ognuno ( di quei pochi ), cerca di sfoggiare il miglior repertorio in barba al rispetto dei terlizzesi che assistono inermi e spesso indignati.

Questa volta la commedia è tratta da un classico della intolleranza di genere, dal titolo ” Le checche impazzite”.

A riferire nel merito è il Leader di Città Civile Pasquale Vitagliano che in un suo post su facebook, ha messo in chiara evidenza tutta la sua contrarietà sull’accaduto, al punto di dichiararsi indignato con una celebre frase di solidarietà “sono una checca impazzita”, ottenendo la condivisione virale del web, e da parte di molti che hanno riscritto la frase di solidarietà verso i consiglieri ai quali l’insulto era rivolto. mfront_image(26)

“Nel consiglio comunale di mercoledì 16 settembre 2015, un consigliere di maggioranza per dileggiare gli interventi dell’opposizione su un punto all’ordine del giorno ha detto: “questi mi sembrano interventi di checche impazzite”. Solo pochi si sono indignati. Qualcuno se l’è presa ritenendo l’espressione rivolta alla sua persona, e non perchè offensiva e discriminatoria in sè stessa. L’uso di una espressione del genere se fosse stata utilizzata in altri contesti avrebbe causato ben altre reazioni, tutti i giornali di domani ne scriverebbero, e tutti chiederebbero le scuse e le dimissioni della persona pubblica che in un contesto istituzionale, in questo momento storico, si è lasciata andare senza esitazione a questa “omofobia”.

Noto invece una latente assuefazione all’intolleranza e alla gazzarra. Personalmente non mi rassegno a vivere in una comunità gretta, rozza e incivile e dunque scrivo con orgoglio: Io sono una checca impazzita!

Sono sicuro che qualcuno dirà che la mia è stata una esagerazione ovvero una strumentalizzazione politica. In verità, è di grande attualità il tema dell’hate speech, ovvero dell’uso di espressioni di odio nei confronti di interi gruppi in base alle loro caratteristiche razziali, etniche, di genere, o semplicemente di opinione. Sia chiaro, io stesso non sono affatto un militante politico “buonista”. Ne ho “prese e date” tante. Ma tutto deve esaurirsi entro il recinto della lotta politica. Spesso io stesso ho esagerato ma non ho mai avuto problemi a chiedere scusa. Qui ci troviamo, però, di fronte ad una degenerazione delle relazioni pubbliche che attiene più all’antropologia che alla politica”.

[NDR] Riteniamo che il colpevole consigliere debba chiedere scusa o dimettersi, ma sapendo che non lo farà, chiediamo ai lettori un segno di comprensione e di solidarietà verso i consiglieri offesi.

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