Il Comune svende i suoi immobili, cittadini sempre più poveri.

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Vincenzo Di Tria

Una nota dettagliata del Consigliere Comunale di Opposizione Vincenzo Di Tria, già Sindaco del Comune di Terlizzi, ci descrive una situazione a dir poco allarmante sulla gestione del bene comune, su cui nasce anche il giustificato sospetto di manovre illecite da portare all’attenzione della Magistratura Contabile.

SVENDITE

Immaginate di possedere un’area su cui sorge una struttura per la vendita di prodotti ortofrutticoli e di metterla in vendita per far spazio ad edifici residenziali. Non pensereste certo di buttar via i vostri soldi per rimettere a nuovo la struttura, se la prospettiva è quella della sua imminente vendita e demolizione. Sarebbero soldi spesi a vuoto, a meno che il vostro acquirente non sia disposto a riconoscere un maggior prezzo d’acquisto per ripagarvi dei lavori effettuati, e allora il discorso cambia.

Se poi voleste trasferire le attività di vendita che svolgevate nel mercato che state vendendo, senza interromperle, avreste dovuto individuare per tempo la nuova sede del vostro mercato ed attrezzarla.

Questo fa una qualsiasi persona dotata di buon senso. Ma l’amministrazione guidata da Ninni Gemmato non è né dotata di buon senso né ha a cuore i soldi che amministra (i nostri), e fa l’esatto contrario di quello che farebbe un privato.

Ecco cosa fa l’amministrazione comunale terlizzese, inserisce nel Bilancio 2015 approvato il 10 agosto la vendita dell’area del mercato ortofrutticolo di via Carelli per costruirci edifici residenziali (mediante una variante urbanistica di cui parlerò tra poco), mentre stanno per cominciare i lavori di ristrutturazione dello stesso mercato, affidati per 250.000€ il 7 maggio scorso.

La vendita viene effettuata sempre con il medesimo valore di 2.272.176€ già previsto nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del Patrimonio Immobiliare del Comune di Terlizzi dell’anno scorso. Sempre lo stesso prezzo di vendita che figurava nel bilancio 2014, con la differenza che oggi ci stanno spendendo 250.000€ per ristrutturarlo, provocando un danno alle casse comunali che tecnicamente si chiama “danno erariale”.

A questa stranezza va aggiunta la particolarità che il mercato è funzionante e viene messo in vendita senza che sia stata trovata la soluzione per il trasferimento delle attività mercatali. Infatti è in alto mare il progetto (semplicemente non esiste ancora) di trasferire le attività nella “Cittadella dell’Agricoltura” (come ama chiamarla Gemmato) in un’area della Regione a ridosso della ex 98, attualmente gestita (guardacaso) dalla società Uliveti d’Italia.

Ma “l’Operazione Mercato” in realtà è molto più articolata di quello che sembra e coinvolge tutti i suoli limitrofi al mercato ortofrutticolo che attualmente hanno destinazione urbanistica F4, ossia sono aree a servizio del commercio all’ingrosso, ma che avrebbero ben altra vocazione se al posto del mercato sorgessero edifici residenziali, come previsto da Gemmato nel suo Piano delle Alienazioni. Nel Piano, per poter rendere più appetibile il mercato e venderlo più facilmente, viene variata la sua destinazione urbanistica da F4 in B2 (aree di completamento destinate prevalentemente alla residenza), un tentativo attualmente inceppato in Regione che ha condiviso le perplessità dell’opposizione terlizzese sulla procedura urbanistica.

Lo stop della Regione ha rovinato i piani di Gemmato, che sembra avere molto a cuore gli interessi dei privati proprietari delle aree F4, tanto da portare in consiglio comunale (il 1° luglio scorso) una variante urbanistica tutta dedicata a loro. Con questa variante al PRG, su quelle aree si potranno costruire strutture destinate al commercio “al dettaglio” (supermercati e affini), non più collegate alla commercializzazione all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli. Una variante “su misura” fondata sulle stupefacenti affermazioni del dirigente dell’ufficio tecnico riportate nella relazione allegata alla delibera di consiglio comunale.

Nella relazione l’arch. Gianferrini scrive: < intanto aveva senso che la destinazione d’uso fosse solo del commercio all’ingrosso in quanto vi era l’adiacente mercato florofrutticolo, invece per l’effetto della volontà di ritipizzare l’area mercatale da zona F4 a B2 sorge oggi l’interesse a garantire che i cittadini che si andranno ad insediare nella nuova zona B2 possano tranquillamente usufruire di tutti i servizi e delle attività commerciali al dettaglio che le attuali destinazioni non consentirebbero>.

Gianferrini è lo stesso dirigente che ha appena appaltato per 250.000€ i lavori di ristrutturazione del Mercato Ortofrutticolo per adeguarlo alle normative vigenti, ma ne parla già al passato, come se non esistesse già più, come se la vendita fosse già andata a buon fine (ma non si potrà vendere fino a che la variante non sia passata in Regione), come se gli operatori del mercato fossero stati già trasferiti (e invece non c’è nemmeno il progetto del nuovo mercato, né tantomeno i soldi per realizzarlo), come se ci fossero già i clienti dei supermercati ad abitare nei nuovi palazzi, pronti a scendere da casa per far la spesa. Che fervida fantasia!

Nello stesso Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni inserito nel Bilancio 2015 si fa un’altra cosa strana dalla parte opposta della città. Questa volta si vuol vendere il mattatoio comunale, inattivo da un decennio, anch’esso tipizzato F4, come i suoli privati ad esso adiacenti.

Ma a differenza del mercato ortofrutticolo, a Gemmato non interessa “valorizzarlo” con una variante al PRG che consenta all’acquirente di costruirci edifici, e lascia al mattatoio la sua destinazione F4 variandone solo le potenzialità commerciali. Chi compra il mattatoio potrà svolgere commercio al dettaglio, proprio come per le aree intorno al mercato ortofrutticolo, e costruirci altri supermercati.

Anche questa volta c’è un danno economico che si nasconde dietro la scelta dell’amministrazione, che mette in vendita il mattatoio per l’esigua somma di 624.000€, quando avrebbe potuto ricavarci 6 o 7 volte di più variando la tipizzazione in B2 come è stato fatto per il mercato ortofrutticolo.

Quali sono le motivazioni di queste scelte, e quali saranno le ricadute sulla città? Serve che Terlizzi si svegli prima che sia troppo tardi.

Vincenzo di Tria – consigliere comunale di opposizione

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