Consiglio Comunale, Vincenzo Di Tria lascia il PD e passa nel gruppo misto

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Con una lettera molto articolata, l’ex Sindaco Vincenzo Di Tria eletto consigliere nella consultazione amministrativa del 2012, lascia il Partito Democratico. Ricordiamo che Di Tria ha sempre rappresentato la posizione più critica in consiglio comunale nei tre anni di amministrazione Gemmato, al punto di aver promosso l’Associazione Culturale  Alternativa Democratica di cui egli è il Presidente, la sua decisione arriva all’indomani delle dimissioni del capogruppo Michele Berardi. Cambia radicalmente lo scenario politico delle opposizioni, ma nulla è dato di sapere nelle strategie del Partito Democratico dopo questi due  “scossoni”.

“Lascio il PD. Già da tempo mi interrogavo sulla mia collocazione in questo partito sempre più trasformato, sempre più diverso da quel soggetto politico di sinistra sognato da tanti militanti dei DS come me, che avevano accettato la sfida di confluire in una nuova aggregazione più capace di adattarsi alle mutate esigenze della società italiana, più moderna e meno permeata dalle ideologie del secolo scorso.

La sfida è stata persa, o almeno così la penso io. Il grande partito della sinistra italiana non è mai nato e chi ha continuato ad ispirarsi ai valori tipici della sinistra italiana è diventato minoranza irrilevante, in un partito che assume sempre più le sembianze di un partito di destra, che non dialoga con il suo mondo, che aborrisce la concertazione con le forze sociali, che umilia chi la pensa diversamente e che non valorizza ma schiaccia le diverse opinioni.

Questo è avvenuto finora. Vogliamo parlare del Jobs Act? O della Buona Scuola di Renzi?

Ecco, la riforma della scuola per me è stata proprio la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una riforma senza confronto, con una finta condivisione sul web e una totale assenza di concertazione con sindacati e forze sociali. Una riforma che aggredisce e disarticola la scuola pubblica così come la Costituzione Repubblicana l’ha definita, e che è ostile alla stragrande maggioranza del corpo docente e degli stessi utenti. Per mesi ragazzi, genitori e personale della scuola hanno dimostrato inutilmente il loro disappunto, in attesa di un ravvedimento e di un confronto che non sono mai arrivati.

Ed ecco che nonostante il campanello d’allarme dei risultati delle consultazioni regionali, nonostante gli addii sdegnati di Civati e di Fassina, è giunto l’ennesimo atto di arroganza e di spavalda protervia di un Presidente del Consiglio che è anche segretario del partito e capocorrente del gruppo egemone nel PD, che ha imposto al Senato il voto di fiducia sul maxiemendamento della riforma. Il tutto mentre le piazze ribollivano della nostra gente incazzata nera.

Ne ho abbastanza, non voglio più essere confuso con questo PD.

Sono stato tra i fondatori del Partito a Terlizzi, mi rattrista guardarmi indietro ma mi angoscia ancora di più guardare avanti e vedermi ancora lì.

Nel prossimo consiglio comunale annuncerò la mia uscita dal gruppo consigliare del PD.”

Vincenzo Di Tria

Un pensiero su “Consiglio Comunale, Vincenzo Di Tria lascia il PD e passa nel gruppo misto

  1. Il PD, o quel che resta di esso, ha grandi responsabilità, a tutti livelli. Chi ha dignità, esca fuori con fierezza

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