UDC – Fratelli d’Italia, s’infiamma la campagna elettorale a Terlizzi

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“L’arroganza di Gemmato ha superato ogni limite – sbotta il commissario cittadino dell’UDC Andrea Tempesta –  con un gazebo posto nel bel mezzo della strada su corso Vittorio Emanuele, il partito del fratello del sindaco evidenzia un segno di inciviltà che non rispetta le regole elementari di una campagna elettorale.

Con questi presupposti adremo a finire in tribunale, minacciano i rappresentanti del partito di Peppino Longo, che esprimono un forte disappunto sulla brutta immagine che si rappresenta in una campagna elettorale piena di conflitti e di faziosità.

Provate a immaginare – ci dicono – se su quel breve tratto di strada, dove sono presenti ben sei partiti con le proprie sedi, ognuno dovesse mettere in strada un gazebo delle dimensioni come quello dei Fratelli d’Italia, sarebbe innanzi tutto pericoloso per il transito di veicoli di emergenza e poi un fastidioso ingombro per i cittadini che intendono percorrere a piedi quel tratto di strada chiusa al traffico, senza rischiare di essere importunati dalle bancarelle del voto.

Come volevasi dimostrare la prepotenza dei comportamenti dei fratelli della politica non fanno altro che creare malcostume a danno dell’immagine del paese.

Evidenziamo inoltre, la inefficienza della macchina amministrativa comunale che avrebbe dovuto convocare tutti i partiti, come si fa di solito, in una apposita riunione per disciplinare la campagna elettorale, riunione non ancora convocata nonostante mancano solo 15 giorni alla chiusura della stessa.

E’ chiaro che l’intento del partito del sindaco, fratello del candidato alle regionali è quello di prevaricare ogni momento di democrazia organizzativa, che invece deve rispettare tutti i partiti impegnati nella campagna elettorale e di conseguenza i loro elettori anche per una questione di stile e di educazione a prescindere dalle posizioni politiche di ognuno.

Il sindaco, che rappresenterebbe un ruolo super partes, avrebbe dovuto garantire che queste azioni prevaricanti non si consumassero, proprio perchè dalle istituzioni il cittadino si aspetta il buon esempio.

Se alla nostra richiesta scritta di chiarimenti, inviata il giorno 8 maggio non dovesse arrivare urgente riscontro, porteremo il caso in procura, per evitare che le istituzioni possano abusare del potere pubblico a favore di pochi.

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