70° della Liberazione, LèP trascina la polemica a livello nazionale e l’ANPI condanna l’episodio terlizzese

11010969_825425324159511_853708638039320033_n

Il Movimento Politico Culturale “Libertà è Partecipazione” di Terlizzi non approva le provocazioni del partito del sindaco e ottiene il riconoscimento della giusta rivendicazione dai livelli nazionali. Segue la nota ufficiale dell’ANPI nazionale.

“La sezione Anpi “Don Pietro Pappagallo” Esquilino-Monti-Celio chiarisce che “Bella Ciao” spontanea degli antifascisti, in risposta alle scelte fasciste del sindaco Gemmato, di Fratelli d’Italia, che non l’ha fatta suonare alla banda del paese d’origine di Gioacchino Gesmundo e don Pietro Pappagallo – martiri delle Fosse Ardeatine – il cui monumento è stato ignorato a bella posta dal corteo istituzionale, denuncia il tentativo revisionista di codesta Amministrazione.”

A VOLTE RITORNANO

“Con tutti i problemi e le continue emergenze che questa città si trova a dover affrontare, il partito del sindaco trova anche il tempo di “attaccare”, nello stile che gli è proprio, un piccolo gruppo di opinione, una delle tante voci libere, critiche e di dissenso presenti in città.

Chiaramente non risponderemo a simili provocazioni, di chiara matrice antidemocratica e squadrista. Non lo abbiamo fatto ieri, quando, all’altezza di via Nicola Quercia, mentre il corteo procedeva normalmente, siamo stati aggrediti da un esaltato, non lo faremo oggi.  

Non ci interessano le guerre di comunicati, “i botta e risposta”  e le polemiche sulle testate locali di cui si alimenta la politica cittadina, non abbiamo tempo da perdere dietro le fandonie e le falsità di un gruppo di nostalgici locali.

Chi utilizza ancora una volta il 25 aprile per dividere e provocare la rissa, ha sbagliato bersaglio!

Insieme a tante/i cittadine/i antifasciste/i e democratiche/ci di questa città, abbiamo semplicemente fatto ciò che è stato fatto in tutte le città d’Italia, (TUTTE TRANNE TERLIZZI), città governate da destra,centro e sinistra, dove si è cantato e suonato l’inno della Resistenza, “Bella Ciao”.

Invece a Terlizzi l’amministrazione ha vietato alla Banda cittadina (in perfetto stile fascista) di eseguirla. E se pensano di identificare lo sdegno delle/i tante/i cittadine/i increduli per quanto accaduto ieri con il nostro movimento, si sbagliano di grosso.

Devono dare conto e spiegazioni all’intera città di quello che è successo. Del perchè alla Banda è stato impedito di suonare “Bella Ciao”. Devono dire alla città chi ha preso questa decisione, quando è stata presa e soprattutto per quale inspiegabile motivo?

L’ennesima figuraccia, uno scandalo nazionale che farà discutere e di cui si scriverà ancora tanto.

Non solo Terlizzi è l’unica città in cui hanno censurato “Bella Ciao”, ma è la città di due martiri Gioacchino Gesmundo e Don Pietro Pappagallo, trucidati dai nazifascisti alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944.

Ma non è finita qui perchè oltre all’arroganza e al linguaggio da ventennio, c’è dell’ignoranza spaventosa nel momento in cui sono stati fatti eseguire brani che non c’entrano assolutamente nulla con la Resistenza. Un esempio su tutti: più volte la Banda ha eseguito “Il Piave mormorò, non passa lo straniero..”, un brano composto nel 1918, cantato dalle truppe durante la Prima Guerra Mondiale.

Insomma la confusione politica va di pari passo alla confusione totale sul piano storico culturale (inaccettabile per chi amministra una città): confondono la prima con la seconda guerra mondiale, il 25 aprile con il 4 novembre.

Sarebbe bastata una semplice ricerca su Wikipedia. Oppure sarebbe bastato chiedere “consiglio” agli alunni delle scuole presenti che conoscono benissimo la storia, molto meglio dei loro amministratori, di quella ciurma di fascitelli ignoranti che vegetano in Fratelli d’Italia.

PREPOTENTI ED IGNORANTI!!

Infine, l’invito a “sfogliare in qualche bacheca telematica le foto di quella celebrazione” lo rinviamo ai mittenti.  Si accorgeranno che l’anno scorso, il 25 aprile 2014, il corteo è arrivato in Largo La Ginestra, davanti al monumento dedicato ai nostri due martiri della Resistenza, Gioacchino Gesmundo e don Pietro Pappagallo (in foto).  Come mai quest’anno hanno preferito evitarlo? 

Perché Fratelli D’Italia non da delle spiegazioni e delle risposte su tutto questo anziché farneticare e attaccare chi dissente e la pensa diversamente?

E non lo devono spiegare a LèP, ma a tutta la città, e lo dovranno spiegare al Prefetto e all’Anpi nazionale.

E’ proprio vero, a volte tornano.. A Terlizzi, governano.”

483932_129986630518054_1402666265_n

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...