Violenta aggressione contro i giovani terlizzesi che al corteo del 25 aprile cantavano “Bella Ciao”

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Pesanti parole e urla minacciose contro un centinaio di giovani che dietro la bandiera dell’Associazione Partigiani d’Italia e dei Combattenti e Reduci sfilavano in corteo per rendere omaggio ai martiri della liberazione d’Italia dal periodo fascista che segnò un brutto ricordo nella storia della Nazione.

A Terlizzi si è celebrata una festa del tutto anomala, il corteo istituzionale che di solito arriva in Largo la Ginestra ad onorare i due martiri della dittatura fascista Gioacchino Gesmundo e don Pietro Pappagallo, ha interrotto il percorso, che è stato continuato da circa un centinaio di giovani antifascisti che non autorizzati dal cerimoniere ad inneggiare il canto dei partigiani, ha voluto continuare la tradizione cantando e arrivando fino al monumento di Largo La Ginetra.

Di seguito una nota del Movimento UNITI A SINISTRA che stigmatizza l’accaduto.

25 aprile. L’amministrazione dimentica i partigiani terlizzesi.

Come di consueto e nel modo più forzosamente istituzionale, l’amministrazione e i suoi delegati hanno partecipato al corteo per il 25 aprile, giornata della liberazione e della memoria della resistenza partigiana.

Il corteo era palesemente diviso in due tronconi: da una parte la giunta e i consiglieri di maggioranza, assieme alle forze dell’ordine, accompagnati dalla banda con i brani istituzionali, dall’altra, un folto gruppo di persone che hanno sfilato mentre intonavano il canto partigiano per antonomasia che proprio non piace al nostro sindaco: bella ciao.

Tra gente di ogni età, inclusi bambini, si cantava per ricordare il sacrificio di quelle donne e quegli uomini che hanno contribuito alla liberazione dell’Italia dal giogo fascista e dalla guerra ingiusta.

Il corteo ha avuto però un momento di …. quando uno dei partecipanti, si è fatto prendere la mano e ha cominciato a insultare gli antifascisti, sostenendo che chi cantava “BELLA CIAO!” aveva in realtà tradito i partigiani e gli ideali dell’antifascismo.

La scena a tratti grottesca si è stemperata subito perché chi cantava ha pensato di cantare più forte, battere le mani e sorridere perché era importante che quel corteo non trascendesse.

Contava il messaggio: ricordate il passato di resistenza, perché essere liberati è stato un dono ma continua ad essere anche una conquista.

Altro momento imbarazzante quando il sindaco, a guida del corteo, ha “dimenticato” di portare gli omaggi dell’amministrazione al monumento che ricorda i nostri concittadini partigiani, che hanno donato la loro vita in nome della libertà non solo del nostro paese, ma di tutta l’Italia.

Il monumento di Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo sito in Largo la Ginestra non è rientrato nel percorso istituzionale previsto dal corteo, ma questo non ha impedito ad una gran parte dei partecipanti di abbandonare l’amministrazione alle sue scelte irriguardose della nostra memoria storica,  recarsi cantando “l’internazionale” a voce alta e commossa a porgere gli onori a due persone che hanno lasciato un solco importante nella memoria collettiva.

Non si può dimenticare coloro ci hanno donato quella libertà che oggi non deve sembrarci scontata.

Il 25 Aprile è un momento in cui si commemora con commozione e gratitudine chi ha sacrificato tutto per gli ideali di libertà collettiva.

Non si possono ammettere gravi omissioni da parte dell’amministrazione comunale che ha il dovere di rappresentare la storia e non il proprio credo politico.

Oggi come allora la resistenza è un valore senza compromesso

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2 pensieri su “Violenta aggressione contro i giovani terlizzesi che al corteo del 25 aprile cantavano “Bella Ciao”

  1. Marialucia, la figlia di Michele D’aniello, partigiano vivente, si era rivolta al cerimoniere per chiedergli di suonare ‘BELLA CIAO’. La risposta ricevuta fu un diniego, poichè il ‘cerimoniale’ non lo prevedeva. Dopo quel che è successo il 25 Aprile 2014, con il manifesto del Sindaco, circa l’interpretazione ‘personale’ dei fatti storici, a nulla è valso. Il clima nel paese non è tra i migliori, anche ai ‘five stars’ non piace molto ‘BELLA CIAO’, fortunatamente non a tutti,…ascoltassero ‘Figli delle Stelle’, di Alan Sorrenti.

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