Nuova scossa giudiziaria fa tremare il comune di Terlizzi

Sul “Caso Censum” siamo ad un nuovo epilogo e a descrivere la drammatica situazione in cui versa la politica amministrativa locale è ancora una volta il Movimento UNITI A SINISTRA, attraverso un comunicato stampa, di cui riportiamo il testo integrale.

RINVIO A GIUDIZIO.

È notizia di oggi la richiesta da parte del PM della Procura di Trani di rinvio a giudizio della dirigente del Settore Finanziario del Comune di Terlizzi, la stessa arrestata a maggio 2013 per i reati di peculato, tentata concussione ed abuso d’ufficio e poi rilasciata per l’intervento del Tribunale della Libertà.

Dopo gli arresti domiciliari il sindaco Gemmato non perse un attimo di tempo e la reintegrò immediatamente nel suo ruolo di dirigente alle Finanze, assegnandole anche più importanti ruoli, come quello di vicesegretario comunale e responsabile anticorruzione del Comune, nominandola perfino componente del consiglio di amministrazione della nuova società per la raccolta dei rifiuti.

Più volte Ninni Gemmato ha duramente respinto le critiche di chi come noi gli rimproverava di non aver preso provvedimenti disciplinari nei confronti della dirigente e di non aver attivato la sua sospensione, accusandoci di infangare il buon nome di una dirigente che era uscita pulita dall’inchiesta.

Oggi è caduta la maschera di Ninni Gemmato, la richiesta di rinvio a giudizio e la CONFERMA DA PARTE DELLA PROCURA DI TRANI DEGLI ADDEBITI A FRANCESCA PANZINI, rendono grottesca e offensiva la difesa della dirigente da parte del sindaco ed indifendibile la stessa condotta di Ninni Gemmato, che in questi anni si è preoccupato più di proteggere la dirigente che di recuperare il 1.600.000€ sottratto al Comune di Terlizzi, mai più rientrati.

Dopo l’intervento della Corte dei Conti che ha bloccato 1.600.000€ alla CENSUM e 200.000€ alla Panzini, la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Trani infligge un altro duro colpo alla residua credibilità di un sindaco che dovrebbe avere la dignità e il buon senso di dimettersi.

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