E alla fine arrivò anche l’interrogazione parlamentare del PD, tardiva e replicante

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Tutti la chiedevano a gran voce dopo l’impegno preso pubblicamente dal PD terlizzese nell’iniziativa tenutasi presso il Chiostro delle Clarisse il 18 febbraio scorso, e i toni si erano fatti accesi dopo che i parlamentari di SEL avevano battuto sul tempo il PD, presentando un’altra interrogazione sul tema -gestione dei tributi e anticorruzione a Terlizzi-, la seconda di SEL dopo quella già prodotta a luglio 2014.

Fino a ieri le uniche interrogazioni parlamentari erano state quelle di SEL e del Movimento 5 Stelle, ora finalmente Gero Grassi si espone personalmente a criticare l’operato dell’amministrazione Gemmato, che in un certo qual modo aveva contribuito a far eleggere avversando la candidatura di Michele Berardi nelle amministrative del 2012.

Prova ne è che, dopo la vittoria di Gemmato, il fratello Michele si era accomodato sulla seconda poltrona più importante di Palazzo di Città, quella del Presidente del Consiglio Comunale, doveroso riconoscimento all’impegno profuso dalla lista “Terlizzi si fa in quattro” facente capo alla famiglia Grassi.

Ma il giocattolo si è rotto da tempo ed è evidente che non è più possibile ripararlo.

Michele Grassi è da mesi in rotta di collisione con il centrodestra e si fanno sempre più insistenti le voci che danno per imminente la fine delle indagini sul caso Censum, e forse è per questo che Gero Grassi si è finalmente deciso a prendere pubblicamente le distanze dalla cosiddetta “Coalizione di Responsabilità Civica”, oramai ridottasi ad un drappello di solo 8 consiglieri.

È il preludio di nuove e clamorose riabilitazioni nel PD cittadino?

Staremo a vedere.

Riportiamo di seguito l’interrogazione del parlamentare Grassi.

Al Ministro dell’Interno

Al Ministro della Semplificazione e Pubblica Amministrazione

Premesso che:

risalgono all’8 maggio 2013 gli arresti effettuati nel Comune di Terlizzi (BA) della dirigente del settore servizi finanziari e risorse del Comune, Francesca Panzini e del presidente del consiglio di amministrazione della Censum spa, Vito Redavid, con l’accusa di tentata concussione, peculato e abuso d’ufficio nella gestione e riscossione dei tributi comunali;

in data 7 giugno 2013 il Tribunale del Ri esame di Bari ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare e l’Amministrazione Comunale di Terlizzi ha prontamente r i-collocato in servizio, sempre nel settore servizi finanziari e risorse , la dirigente Francesca Panzini, che a tutt’oggi -a circa due anni dagli eventi giudiziari- riveste ancora l’incaric o di vertice nel particolare settore della Pubblica Amministraziine dell’Ente Locale , in quanto l’Amministrazione Comunale non ha ritenuto affatto di avvalersi dell’istituto della sospensione facoltativa, né ha mai attivato alcun provvedimento disciplinar e, nonostante il Comune non abbia mai recuperato il 1. 600.000 ( circa ) di  euro di mancati riversamenti da parte della Censum e non abbia ormai più la possibilità di incassare la fidejussione di 1 milione di euro , stipulata dall a medesima società di riscossione di tributi con la Confiditalia spa, a causa dell’insolvenz a della società finanziaria;

continuano a riverberarsi sui contribuenti del Comune di Terlizzi i disservizi creati dalla Censum spa, con la periodica notifica di provvedimenti generati sulla scorta della banca che la Censum avrebbe dovuto bonific are da contratto ( vds. ad esempio gli anni : 2010/2011; 2013/2014/2015 );

eppure la Commissione d’In dagine, istituita dal Consiglio Comunale nel l’anno 2011, composta anche dal dott. Nicola Gemmato, all’epoca consigl iere di minoranza e successivamente eletto Sindaco, riteneva necessario che l’Amministrazione Comunale dell’epoca dovesse attivare prontamente quanto opportuno “per avviare le procedure di gara in un momento antecedente alla scadenza del contratto, evitando proroghe contrattuali” ( proroga di sei mesi che, invece,   l’Amministrazione Comunale- guidata dallo stesso Gemmato- con apposita deliberazione di giunta nel mese di dicembre 2012 concesse   e successivamente la dirigente Panzini ratifico’ con apposita determinazione e per giunta contrattualizzo’;

ancora, la stessa Commissione d’ Indagine invitava l’Ente “ad assicurarsi circa l’affidabilità della “banca dati ” , prima di procedere all’emissione di nuovi avvisi di accertamento” e segnalava “la necessità di mettere in rete i vari uffici al fine di poter aggiornare costantemente la banca dati , in seguito a modifiche apportate presso altri uffici ed in particolare presso l’Ufficio Tecnico Comunale”;

la banca dati di fatto non è mai stata aggiornata, come accertato dalla Procura della Corte dei Conti , che in data 11 settembre 2014, ha emesso i provvediment i di sequestro conservativo “ante causam” sia alla Censum che alla dirigente comunale  Francesca Panzini;

questi periodici disservizi hanno indotto il 5 febbraio 2015 anche le Organizzazioni di Categoria datoriali e i Sindacati a mobilitarsi , in forma unitaria, per protestare e chiedere ausilio al Prefetto e al Ministro degli Interni , affinche’ non si ripeta ancora la vessatoria consegna di cartelle di pagamento ICI e TARSU , palesemente errate;

nonostante i trascorsi, la dirigente, essendo stata investita dall’Amministrazione Comunale nell’organigramma dell’Ente Locale anche del ruolo di Vice Segretario, la porta – per le numeros issime assenze del Segreta rio Generale titolare –  a svolgere anche l’importante ruolo di Responsabile Anticorruzione e della Trasparenza;

l’inosservanza del d.lgs 33/2013 sulla Trasparenza ha visto i cittadini terlizzesi più volte provati dell’istituto dell’accesso civico e costretti a rivolgersi alla Commissione Ministeriale per l’Accesso agli Atti Amministrativi, oltre ad aver prodotto l ‘ <autosospensione> di molti Consiglieri Comunali, ai quali è stato ripetutamente negato di accedere ad atti amministrativi e alla corrispondenza intercorsa tra il Comune ed altri Enti Sovraordinati;

alcuni importanti atti amministrativi sono stati incredibilmente sottratti alla conoscenza dello stesso Responsabile Anticorruzione nonché Segretario Generale titolare, c ome è avvenuto per le deliberazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che si è espressa con una forte censura dell’operato dell’Amministrazione Comunale, responsabile di aver affidato il milionario servizio di raccolta rifiuti senz a la procedura di evidenza pubblica , ma con il semplice affidamento diretto, successivamente prorogato per oltre due anni;

i sette Consiglieri Comunali di minoranza, che hanno deciso dal novembre scorso di autosospendersi dalle loro funzioni , non hanno partecipato a tutte le attività Istituzionali d’aula : Consigli Comunali e Commissioni Consiliari Permanenti e hanno prontamente informato il Prefetto di Bari delle motivazioni alla base dell e loro decisioni, senza che -però – questa loro protesta abbia portato ad un miglioramento della situazione , ma, piuttosto, ad un ulteriore irrigidimento dell’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Gemmato, che si è addirittura spinta a portare in Consiglio Comunale un Regolamento per l’Accesso agli Atti dei Consiglieri Comunali in aperto contrasto con le disposizioni legislative vigenti e fortemente lesiv o del diritto dei consiglieri, di accedere agev olmente per adempiere alle funzioni di controllo , che rinveng ono dal Testo Unico degli Enti Locali ; regolamento poi ritirato alla luce delle numerose e sonore proteste dei Consiglieri Comunali di minoranza e dei Partiti e Movimenti Politici locali ;

questa anomala situazione è resa ulteriormente complessa dall’assenza dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) , i cui componenti all’unisono hanno rassegnato le dimissioni il 15 dicembre 2014, notiziando sulle i rregolarita riscontrate anche la Prefettura, l’Anac ed il Collegio dei Revisori dei Conti, Organismo che – a tutt’oggi – non e’ stato ancora rimpiazzato, nonostante siano trascorsi oltre due mesi;

tutto questo avviene senza che ancora si siano concluse le indagini , che hanno condotto agli arresti del 2013 , avviate tre anni prima: il Procedimento Penale n. 7472/10 traeva -infatti- origine da una complessa attività info-investigativa posta in essere nel 2010 dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Molfetta in ordine alle presunte irregolarità commes se dalla Censum spa , nella gestione del servizio di riscossione delle imposte per conto del Comune di Terlizzi;

la Relazione del Procuratore Generale della Corte dei Conti Puglia, in occasione dell’anno giudiziario 2015, ha evidenziato la situazione del Comune di terlizzi per le vicende dei tributi e per i sequestri conservativi alla Censum e alla dirigente Panzini,

Per sapere:

se siano a conoscenza di questi fenomeni di gestione della cosa pubblica e di trasparenza dell’azione amministrativa del Comune di Terlizzi;

se è vero che la dr.ssa Francesca Panzini, che permane tutt’oggi nell’incarico di dirigente del settore servizi finanziari e risorse del Comune di Terlizzi, sia stata rinviata a giudizio con l’accusa di tentata concussione, peculato e abuso d’ufficio nella gestione e riscossione dei tributi comunali;

se corrisponde al vero che, solo recentemente e a seguito di numerosi esposti, il Comune ha provveduto ad aggiornare il Piano triennale della Trasparenza e a nominare il Responsabile per la Trasparenza;

se risulti che il Comune di Terlizzi non abbia mai approvato il Piano d elle Performance degli anni 2012 e 2013 e né si sia dotato di un sistema di misurazione e valutazione della performance;

quali siano le ragioni che hanno indotto il Presidente e i componenti dell’Organismo Indipendente di Valutazione del Comune di Terlizzi a dimettersi – all’unanimità – dal loro incarico e per quali motivi i predetti non siano stati ancora sostituiti , a fronte di una situazione di poca trasparenza che richiederebbe l’urgente nomina del nuovo collegio;

quali iniziative abbiano già intrapreso o intendano intraprendere per accertare e reprimere le anomalie e i fatti segnalati e se, in particolare, intendano accertare quali siano state finora le attività di controllo esercitate sul Comune di Terlizzi, anche in merito all’osservanza delle norme dettate dalla legge n. 190/2012 sull’anticorruzione e dal d.lgs n. 33/2013 sulla trasparenza.

Roma, 13 marzo 2015

 

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