Il consiglio del “regolamento bavaglio” viene solo rinviato alla prossima seduta

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Così si presentava il consiglio di ieri

Nonostante in Piazza Cavour una sala gremita di gente protestava insieme a tutti i consiglieri di opposizione, contro la cattiva gestione del Sindaco, in consiglio comunale si continuava a discutere come se nulla stesse accadendo, come se una crisi di democrazia fosse cosa normale, come accade in un regime dispotico e sordo alle lamentele della gente che in più e diverse occasioni rivendica il confronto democratico vero e senza finzione come invece è stato in questi due anni e mezzo di mandato Gemmato.

Il tentativo di tendere la mano da parte del presidente del consiglio Grassi, intervenuto all’assise e di li a poco sfiduciato dagli interventi livorosi di alcuni capigruppo che ne chiedevano le sue dimissioni dal ruolo occupato ormai abusivamente, il consiglio ha proceduto come se nulla fosse accaduto.

Così, tra il grigiore delle smorfie dei presenti in aula, emergeva il dogma del potere assoluto del Sindaco che non voleva autorizzare la lettura di una lettera del consigliere Michele Cagnetta, lettera di cui si è data lettura nonostante i tentativi di impedirlo, come una guerra contro i fantasmi, inveivano tutti contro coloro che erano assenti senza volerne comprendere le motivazioni.

Grassi quindi legge una sua lettera di motivazioni, e abbandona la seduta, (sarebbero state più coerenti le sue dimissioni)  dopodichè prende il suo posto il capogruppo Minutillo e la seduta continua dopo alterne sospensioni che poi portano alla decisione di rinviare i punti 9, 10 e 11, definiti  “diabolici” dai consiglieri di opposizione, perchè metterebbe il bavaglio ai consiglieri comunali e limiterebbe il ruolo del collegio dei revisori contabili, ridotti a semplici assistenti.

Al loro posto, chiunque, avrebbe sospeso la seduta per dimostrare la disponibilità a recuperare i rapporti con le opposizioni, una maggioranza che ricordiamo si regge per un solo voto Nove contro Otto e che presto o tardi dovrà rispondere sulle responsabilità anche personali su vicende che nella riunione affollata delle opposizioni che contemporaneamente si svolgeva nel Chiostro delle Clarisse, venivano elencate.

Ieri mattina il Prefetto di Bari riceveva con procedura di “urgenza” tutti i sette consiglieri autosospesi, i quali, hanno ribadito le loro ragioni entrando nel merito della contesa che non è di natura politica bensì amministrativa, ragioni legate alla totale assenza di trasparenza e legittimità su atti di notevole importanza per la vita della città.

Intanto il Movimento Politico Città Civile nei prossimi giorni incontrerà il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffele Cantone, che informalmente ha già reso la sua disponibilità ad entrare nel merito della questione Terlizzi.

L’appuntamento è quindi rinviato al prossimo “episodio” , di consiglio comunale sul “Regolamento Bavaglio”.

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