Tre appuntamenti con LèP, per parlare del trattamento carcerario e riflettere su un tema scottante

animeStasera alle ore 20,30 primo appuntamento in via Michele De Napoli 33 a Terlizzi.

ANIME DENTRO
carcerati e carcerieri nel cinema e nella realtà

Questa rassegna è un breve percorso di riflessione attraverso le immagini che porterà all’incontro di fine marzo con Ilaria Cucchi, sorella di Stefano morto mentre era nelle mani dello Stato in custodia cautelare.

Tre film ancorati alla realtà, per interrogarsi su ciò
che accade nelle carceri e soprattutto nelle menti di coloro che ci vivono, siano essi detenuti, poliziotti o altri rappresentanti dello Stato. Storie lontane e vicine, tra ingiustizia e speranza, angoscia e tentativi di redenzione. Quando saremo consapevoli che NOI siamo lo STATO capiremo che chi, a torto o a ragione, è nelle mani delle istituzioni è anche nelle nostre mani, e chi toglie a un detenuto la dignità mette in dubbio la nostra stessa Umanità. Questi tre film sono esperienze per chi li guarda e posso aiutare a sollevare domande dirette alle nostre coscienze.

“CARANDIRU” [ Brasile – 2003 – regia di Hector Babenco – proiettato in italiano]

Un film che ebbe grandissimo successo di critica in tutto il mondo.
Una storia VERA di abusi e violenza in carcere che segue il racconto del dottor Drauzio Varella all’interno del penitenziario Carandiru di San Paolo del Brasile dove si occupava di prevenzione dell’Aids. Qui il medico si trova in presenza di centinaia di detenuti che vivono nel più totale degrado: uomini ammassati gli uni sugli altri, senza nessun diritto esposti alla brutalità dei carcerieri. La situazione non fa che peggiorare e raggiunge l’apice
nell’ottobre del 1992 quando, per sedare una rivolta, 350 militari entrano nella prigione e uccidono 111 detenuti…

“IL PROFETA” [2009 – Francia – regia di Jacques Audiard – proiettato in italiano]

Il carcere può rieducare? Il film, senza mezzi termini, pare dimostrare l’esatto contrario infatti il protagonista, proprio quando viene rinchiuso per un reato minore, inizia
nell’indifferenza delle istituzioni la sua educazione alla malavita. Malik, di origine araba, non sa leggere né scrivere quando entra in prigione e per sopravvivere in un ambiente angosciante, claustrofobico e violento si indurisce accettando l’unico appoggio che là trova, quello dei criminali peggiori di lui

“DIAZ – Don’t Clean Up This Blood” [2012-Italia/Francia/Romania – regia di Daniele
Vicari]

Un film che ritrae impietosamente ciò che accadde a Genova il 21 luglio 2001. Nella notte la polizia italiana usò una violenza atroce, ingiusta, sistematica eppure
politicamente autorizzata per fare irruzione nella scuola Diaz contro 93 persone che erano là ospitate durante il G8. Gli arresti illegittimi, le percosse, le vessazioni atroci fino alla tortura disegnarono “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. “Diaz” getta ombre sulle autorità che furono capaci di ordinare quell’aggressione e sui poliziotti che anche sadicamente prestarono le loro mani a quell’ingiustizia.

Le proiezioni avranno inizio alle ore 20.30 e saranno precedute da una breve presentazione di Raffaele Tedeschi, curatore della rassegna e da un breve intervento di Marcello Tucci, Amnesty International.

L’ingresso è libero

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