Gemmato vs Grassi ormai incompatibili, si elidono a vicenda e provocano l’inerzia della pubblica amministrazione

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Un brutto affare quello del “Patto di responsabilità civica” su cui si posero le mani per un giuramento a favore della città.

Un brutto affare che sta logorando tutti, gli elettori in primis e a seguire ogni buon proposito per la comunità, ormai vittima di pseudo potentati di piccolo calibro e di poco spessore politico.

Chi amministra con l’interesse del bene comune, ha l’obbligo di spogliarsi del ruolo politico nel momento stesso in cui assume il ruolo di amministratore pubblico, ma qui, a Terlizzi, si continua a fare politica per il proprio partito o per la propria bottega, come se fossimo in un mercato “clandestino”, che colpisce al cuore il futuro della città e delle giovani generazioni, che scappano via appena gli è data la possibilità.

Persino una parte dell’opposizione, vittima delle logorazioni interne causate dagli stessi personaggi che tentano di sopravvivere ad ogni conflitto politico, rimane inerme e passiva per evitare che il “fuoco amico” possa nuocere alla parentopoli del mostruoso porcellum.

Ormai a Terlizzi è abitudine non far nulla, e discutere di politica nei Bar, uno spettacolo grottesco che offende le umili e oneste migliaia di persone che preferiscono allontanarsi dalla politica faziosa e complottista di questi ultimi anni.

Ricordiamo come fosse ieri, i manifesti della propaganda “mistificante” che diceva E’ ORA, l’infausta ora però è arrivata prima della scadenza, l’ora della resa di conti tra le famiglie di destra e quelle di sinistra salite sul tram della destra nel 2012.

La maggioranza in consiglio comunale, ormai residuale e formata da 9 consiglieri su 17, ora chiede la testa del traditore Grassi, che abituato al tradimeto politico, vive questo momento come una sfida personale, senza rendersi conto che il suo tradimento rappresenta di fatto il tradimento alla vita della nostra comunità.

Vivere nel ristretto recinto della popolarità a volte produce rabbia e rancori che nessuno vorrebbe condividere se non per il tempo di un caffè, amaro e frettoloso.

E’ nostro parere che la destra debba fermare il tram per fare scendere tutti alla prossima fermata, caro Gemmato vorremmo tanto darti ragione, ma la tua colpa è stata la stessa per cui oggi paghi il tradimento politico, l’incoerenza verso la destra che ti ha sostenuto e che hai tradito.

“Chi è causa del proprio mal, pianga se stesso” e non coinvolga la Prefettura, ormai stremata dalle tristi  vicende terlizzesi.

 

 

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