Dal consiglio comunale, la nomina dell’assessore alla cultura e la diffida al Sindaco Gemmato

912142_635292622970938755_Comune_300x220Dalla seduta del consiglio comunale del 12 novembre 2014.

In merito  alla discussione sull’ARO BA1, il Dr. Attilio Tornavacca ha relazionato per conto della ESPER, società incaricata dai comuni per le competenze in materia, descrivendo la situazione in corso, che a parere di molti consiglieri intervenuti, sembrerebbe preoccupante a causa delle tante difficoltà relative ai tempi e alle circostanze complesse dell’iter, di cui si è solo preso atto.

In apertura del consiglio comunale, il Sindaco ha comunicato di aver affidato all’Avvocato Marina Cagnetta, l’incarico di Assessore alla Cultura, al Servizio Civile, alla Partecipazione, Turismo, Sport, Mobilità Sostenibile, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Marketing Territoriale e Comunicazione Istituzionale. Si risolve così  il problema di legittimità normativa della giunta, che per un anno era composta da soli uomini, in dispregio della norma sulla rappresentanza di genere.

In conclusione del consiglio comunale, il capogruppo Berardi, parlando a nome dei consiglieri di opposizione ha iniziato la lettura di un documento, brutalmente interrotto da un consigliere di maggioranza, che con urla minacciose ha impedito la prosecuzione della lettura del documento che qui di seguito riportiamo integralmente e che di fatto rappresenta una vera e propria diffida ad adempiere nei confronti del Sindaco Gemmato, che continuerebbe ad ignorare le richieste dei consiglieri comunali.

A seguito di tale grave atto, i sei consiglieri comunali Michele Berardi, Vincenzo Di Tria, Aldo Sigrisi, Cagnetta Michele, Malerba Gaetano e  Chiapparino Marisa, si sono dovuti allontanare dall’aula consiliare, consegnando il documento alla presidenza del consiglio comunale con l’incarico di trasmetterlo al Prefetto di Bari, che tra le urla, pare sia stato persino dileggiato.

DOCUMENTO

“Egregio sindaco,

il Comune di Terlizzi per ben due volte è stato chiamato in causa da parlamentari della Repubblica che hanno interrogato i Ministri degli Interni, delle Finanze e della Funzione Pubblica per i gravi fatti accaduti a maggio 2013 e per le ripetute violazioni alle norme sulla trasparenza e d integrità, ma questo è solo l’aspetto eclatante e romano di un disagio e di una difficoltà che noi consiglieri, ed i cittadini che fanno accesso civico agli atti, viviamo quotidianamente.

Lei sindaco Gemmato, in questi lunghi mesi che sono passati dagli arresti dell’8 maggio 2013, non ha avuto la sensibilità e non ha sentito il dovere di informare questo consiglio ed i cittadini di quanto stava avvenendo ai loro soldi. Si sono susseguite udienze del tribunale civile, pronunciamenti e ordinanze della Corte dei Conti, azioni della Procura di Bari verso la Confiditalia che ha fatto svanire la fidejussione da 1 milione di euro, ma lei non ci ha mai messo realmente nelle condizioni di leggere gli atti inerenti questa spinosa vicenda, atti che con difficoltà, lunghe attese e richieste scritte abbiamo solo in parte acquisito.

Giacciono nella sua stanza affidamenti di incarico a legali per la difesa dell’Ente presso la Corte dei Conti, per pronunciamenti sulla vicenda Censum di cui non sappiamo nulla e di cui è possibile non sappia nulla neanche il segretario generale, che svolgendo anche funzioni anticorruzione, non è possibile che venga tenuto all’oscuro di quanto avviene al Comune di Terlizzi, come peraltro è già successo al segretario supplente (dott.ssa Fiore) per la nota dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla questione rifiuti, della quale era del tutto all’oscuro.

Non basta, anche l’Organismo Indipendente di Valutazione le ha ripetutamente evidenziato la difficoltà di reperire atti e l’assenza di provvedimenti essenziali al proprio funzionamento.

La prolungata assenza del Segretario Generale titolare e le reiterate brevi supplenze, non hanno fatto altro che peggiorare questo quadro già di per sé complesso e sconcertante, e così giacciono presso gli uffici comunali numerose richieste di atti da parte di noi consiglieri comunali che non hanno mai ricevuto risposta alcuna.

Ma a quanto pare non siamo gli unici a non avere risposta, anche la Prefettura di Bari le ha chiesto notizie per rispondere ai quesiti mossi dalle interrogazioni parlamentari, ma nessuna risposta è mai pervenuta al Prefetto Nunziante.

Un comportamento grave ed omissivo che fa il paio con la mancata nomina del responsabile per la Trasparenza e l’Integrità, che insieme al Responsabile Anticorruzione dovrebbe vigilare ed evitare devianze nell’espletamento delle procedure e delle attività in Palazzo di città.

Noi perciò oggi abbandoneremo i lavori di questo consiglio comunale e non parteciperemo ad altre sedute fino a quando lei non avrà provveduto a rispondere alle richieste del Prefetto di Bari sul caso Panzini, non avrà provveduto a nominare il Responsabile per la Trasparenza e l’Integrità e non avrà imposto agli uffici preposti di rispondere tempestivamente alle richieste di accesso civico da parte dei cittadini e alle richieste scritte di atti formulate da noi consiglieri comunali.”

La nebbia si infittisce e il buio della città diventa sempre più ostile all’interesse comune dei cittadini.

 

 

 

Un pensiero su “Dal consiglio comunale, la nomina dell’assessore alla cultura e la diffida al Sindaco Gemmato

  1. Scusate, ma dove si è visto che dei consiglieri Comunali devono chiedere anche per il Prefetto ? Con tanti presupposti che ci sono Il prefetto non ha il potere di sciogliere il Consiglio Comunale ? Secondo Voi cosa sta aspettando? Sig. Prefetto faccia presto li mandi a casa !

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