Via libera del Consiglio dei Ministri alle disposizioni attuative per la nuova Politica agricola comune (Pac)

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L’approvazione del decreto da parte del Governo consente di avviare la nuova programmazione dei fondi comunitari destinati all’agricoltura che porterà nelle campagne circa 23 miliardi di euro nel periodo 2015-2020, cui vanno sommati i finanziamenti dello sviluppo rurale, per un totale di 52 miliardi di euro.

“Si chiude un lungo percorso che ci ha visti protagonisti in Italia e in Europa per avvicinare la riforma della Pac alle caratteristiche distintive della nostra agricoltura e difendere lo straordinario successo del Made in Italy alimentare, creando occupazione e sviluppo sul territorio – spiega il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo –. Adesso si tratta di tradurre nella pratica questo risultato. In fase di applicazione occorrerà rimuovere quegli ostacoli che rischiano di complicare la vita delle nostre imprese e limitare l’efficacia delle nuove misure, a partire dal problema di una eccessiva burocrazia. Bisogna lavorare nei territori affinché le risorse dei Psr siano destinate a misure efficaci di semplice attuazione per le imprese agricole”.

Diverse le novità rispetto alla passata programmazione. La più importante è lo stop ai fondi per i soggetti non agricoli, venuto grazie al pressing della Coldiretti per destinare le risorse alle imprese vere. La nuova Pac elimina, infatti, i pagamenti diretti a favore di aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi e aree ricreative permanenti, soggetti che svolgono intermediazione bancaria, finanziaria o commerciale, società, cooperative e mutue assicurazioni, pubblica amministrazione, eccetto gli enti che svolgono attività di formazione o sperimentazione in campo agricolo o che hanno la gestione degli usi civici.

Prevista anche la degessività dei pagamenti. L’importo del pagamento di base da concedere ad un agricoltore è ridotto annualmente del 50 per cento per la parte eccedente i 150.000 euro e del 100 per cento qualora l’importo così ridotto superi i 500.000 euro, per la parte eccedente i 500.000 euro.

Per favorire il ricambio generazionale nelle campagne verranno inoltre stanziati 80 milioni di euro all’anno per l’incremento del 25 per cento degli aiuti diretti per aziende agricole condotte da under 40. Con la nuova Pac arriva anche il Greening. Gli agricoltori che hanno diritto al regime di pagamento di base dovranno rispettare una serie di pratiche agricole che prevedono diversificazione delle colture, mantenimento prati permanenti e aree di interesse ecologico.

Sul valore dei diritti si è scelto di applicare il Modello irlandese con l’avvicinamento progressivo al valore medio nazionale in cinque anni. Nel 2019 il valore minimo dei diritti sarà pari al 60 per cento della media nazionale e la perdita massima (per diritti superiori alla media nazionale) sarà del 30 per cento del valore iniziale. Per i piccoli agricoltori scatta, infine, il regime semplificato, con importo forfettario che non supera i 1.250 euro l’anno e esenzione dagli impegni previsti per il greening.

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