Rigenerazione urbana di Largo Torino, il destino ha voluto che a iniziare le opere fosse proprio colui che osteggiò il progetto

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1° agosto 2014, demolizione palestra ex Magistrale

IRONIA DELLA SORTE.

Con la demolizione della palestra dell’ex Magistrale, ieri, finalmente sono partiti i lavori per la rigenerazione urbana del quadrilatero racchiuso tra via Torino, viale dei Garofani e via Alessandria, un progetto che parte 4 anni fa con la ferma volontà dell’allora amministrazione di centrosinistra di risanare un’area abbandonata da decenni al degrado e all’incuria.

Un intervento, quello del Programma Integrato di Rigenerazione Urbana (PIRU) reso ancora più interessante e necessario per la presenza su quelle aree dell’edificio inagibile dell’ex Istituto Magistrale, inutilizzabile dal 2004, quando i massimi esperti pugliesi di strutture in cemento armato ne decretarono la pericolosità e la non recuperabilità (se non a fronte dell’improponibile cifra di oltre 7 milioni di euro).

La maggioranza di centrosinistra guidata da Vincenzo di Tria decise di intervenire in maniera radicale su quelle aree, demolendo tutti i corpi di fabbrica esistenti con l’obiettivo di esaltare e meglio servire l’adiacente Scuola Pappagallo, dotandola di una nuova palestra integrata nel verde di un parco.

La rigenerazione urbana prevedeva anche la realizzazione di parcheggi interrati sui quali sarebbe sorto il nuovo mercato rionale ed edifici adibiti a servizi.

Seguendo i dettati della Legge Regionale 21/2008, l’amministrazione di centrosinistra organizzò un laboratorio urbano (il RULAB) che coinvolse i cittadini terlizzesi per raccogliere osservazioni e proposte al progetto, fino a portare il provvedimento completo e pronto per la candidatura al bando regionale nel Consiglio Comunale del 3 luglio 2011.

L’8 Agosto dello stesso anno la Regione Puglia inseriva il PIRU di Terlizzi al 12° posto su 35 comuni e gli attribuiva un finanziamento di 2’130’000€.

Oggi l’opera pubblica è stimata in complessivi 3.202.000€, di cui 2’130’000€ confermati quale quota di finanziamento Regionale a valere sui fondi P.O. FESR 2007/2013, e 1.072.000€ quale quota di cofinanziamento comunale garantita mediante l’alienazione di alcuni immobili comunali.

I lavori li sta realizzando l’impresa Elettromeccanica ITI di Cerignola che si è aggiudicata l’appalto integrato di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori, congiunta all’acquisto degli immobili comunali.

L’ironia della sorte vuole che questo grande progetto veda la luce sotto l’amministrazione di chi lo ha fortemente osteggiato e criticato, e che oggi se lo sta “vendendo” come successo personale con tanto di foto con elmetto.

Nella seduta di consiglio comunale del 3 luglio 2011 il sindaco Gemmato, allora consigliere comunale del PDL votava contro il provvedimento, così come il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Franco Tesoro ed il consigliere Michele Caldarola.

Gli amministratori di oggi, che fanno passerella su queste opere pubbliche, a quei tempi votavano contro dei corposi finanziamenti regionali.

Sembra un paradosso, ma gli atti dicono questo.

Noi, da cittadini, auspichiamo che questo ambizioso Programma di Rigenerazione vada a buon fine, al di là di ogni schieramento politico, e da cittadini vorremmo che i politici fossero meno ipocriti e più orientati a perseguire il bene comune.

Se un progetto è valido, anche l’opposizione deve votare a favore con la maggioranza, senza le assurde manfrine cui si è assistito negli anni, perché può avvenire (come sta avvenendo sotto la gestione di Gemmato) che si possano raccogliere i tanti frutti positivi di quanto ha seminato la compagine avversaria.

Per invocare la collaborazione delle forze di opposizione, si deve dimostrare innanzi tutto l’onestà politica nel dichiarare le verità, altrimenti i cittadini sono obbligati a pensare che un mandato amministrativo equivalga alla opportunità di utilizzare gli strumenti istituzionali al solo fine propagandistico, a cui la popolazione rimane indifferente, così come lo testimonia la scarsa partecipazione ai comizi dai palchi.

Opere previste dal progetto di riqualificazione: 

Il progetto di Largo Torino

Il progetto di Largo Torino

  • un’area commerciale al coperto
  • tutti i servizi sociosanitari in  ambienti accessibili all’utenza perché dislocati a piano terra
  • una piazza di collegamento tra le aree e di accesso alla zona verde
  • un nuovo palazzetto dello sport anche a servizio della scuola Pappagallo
  • un parcheggio multipiano interrato per circa 300 posti auto
  • un parco nella città di 11 mila metri quadri
  • solo 15 mila metri cubi di cemento utili alla collettività con impatto ambientale ecocompatibile
  • 24 abitazioni di edilizia residenziale pubblica                                                                                                 

 

 

 

Video demolizione: 

 

3 pensieri su “Rigenerazione urbana di Largo Torino, il destino ha voluto che a iniziare le opere fosse proprio colui che osteggiò il progetto

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