La legalità non abita qui, al Comune di Terlizzi atti e procedure contestate dagli stessi amministratori

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Grassi e Gemmato in consiglio comunale

E’ una vera e propria battaglia di carte bollate e di continue contestazioni per illeciti procedurali ed amministrativi che tra amministratori comunali si rimpallano con una certa frequenza, da circa un anno.

Per i cittadini non è certo edificante, assistere alle polemiche spesso legittime, ma che delineano una situazione a dir poco preoccupante, per come viene gestita la macchina amministrativa del comune di Terlizzi, che tutti avrebbero diritto a guardare come fosse una casa di vetro.

Invece, si assiste continuamente a denunce e querele, che forse mai come in questa legislatura il comune di Terlizzi, abbia mai raggiunto per la notevole quantità.

Le ultime denunce risalgono a quelle sulla trasparenza degli atti che il Movimento 5 Stelle portò alcune settimane fa all’attenzione della Prefettura e del Ministero degli interni.

Oggi invece ci viene segnalata una denuncia scritta da parte del Presidente del Consiglio Comunale Michele Grassi, che da quando è stato sfiduciato in consiglio, cerca di scoperchiare tutte le pentole della casa comunale.

La contestazione si riferisce alla causa di nullità del verbale della commissione affari istituzionali del 9 maggio 2014, per “forma, sostanza, validità e legittimità”.

Il verbale in questione, pare sia stato firmato dal verbalizzante Giuseppe Galliani, assunto recentemente come addetto dello staff del Sindaco.

La contestazione scritta, a quanto pare di capire, è stata notificata al Sindaco, al Galliani, al Segretario Comunale e al Prefetto, e la gravità dei contenuti, oltre che di natura procedurale,  per vizi di forma, sono tali da far emergere il fatto che si sia stilato un verbale di una seduta che non si sarebbe “mai effettivamente tenuta”, raffigurandosi gli estremi di “falso ideologico in atto pubblico”.

Oltre a quanto detto, la contestazione si riferisce al ruolo del verbalizzante, che per funzione pubblica, apparteneva al funzionario Franco Di Palo, arbitrariamente e impropriamente sostituito dal Galliani, cosa che renderebbe nullo il verbale e i contenuti stessi, che avrebbero determinato ulterioni procedimenti amministrativi anch’essi annullabili.

Non si fa cenno alle modalità della discussione, che alcuni riportano come violente, scurrili e prevaricanti nei termini della correttezza, e del rispetto personale, cosa che avrebbe fatto mancare il necessario decoro istituzionale.

Seguiremo le evoluzioni di questi incresciosi episodi, che al comune cittadino, fanno estremamente male e preoccupano non poco, per le negative circostanze in cui la città è costretta a vivere.

GS

 

 

 

3 pensieri su “La legalità non abita qui, al Comune di Terlizzi atti e procedure contestate dagli stessi amministratori

  1. Nella P.A. quando la battaglia si fa dura, subentra la ‘bolgia’. Dante definisce ‘bolge’ ovvero ‘malebolge’, in cui sono puniti i fraudolenti: “…Ma perché Malebolge inver’ la porta del bassissimo pozzo tutta pende, lo sito di ciascuna valle porta…”. (Dante A. Inf. Canto XXIV, vv. 37-38).

    • Che schifo, ma la giustizia d’ovè? Ma gli organi al controllo esistono ? Perchè questa amministrazione è ancora in vita?Il fatto orrendo è, che nei confronti di Di Tria in 24 ore fu mandato a casa dai soli consiglieri …………….., in questo caso leggo da quando si è insediata, sono due anni di denunce, denunce, per mandarli a casa cosa deve succedere?

  2. È l’amarissima ma scontatissima fine del Patto di Responsabilità Civica, uno squallido inciucio che non poteva che partorire questo mostro. Ora Grassi si lamenta dell’illegalità e presenta denunce alle autorità, ma avrebbe dovuto interrogarsi a tempo debito, quando ha difeso a spada tratta la Panzini e i suoi supporters politici (fino a far cadere l’amministrazione di centrosinistra) e quando si è imbarcato nel sostegno dell’ex missino Gemmato, che tutti sapevano essere legato a doppio filo con la dirigente fin dai tempi della Commissione d’Indagine sulle Cartelle Pazze. Grassi ha persino fatto la campagna elettorale pro Gemmato a braccetto con l’amministratore delegato della CENSUM, che gestiva l’API di Rutelli. E ora? Questa amministrazione verso la quale ora spara a zero è una sua creatura, ne assuma la paternità e le responsabilità, una volta per tutte.

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