Divieto di balneazione nel mare dei terlizzesi, il danno e la beffa

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Scarichi Torre Calderina foto M5S

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L’estate è ormai qui, ma qui non possiamo fare il bagno, ci tocca andare altrove, ci tocca migrare, con tutte le difficoltà del caso, senza che le istituzioni facciano nulla per prevenire una situazione delicata, non solo dal punto di vista pratico per un bagno a breve distanza da casa, ma per i pericoli di carattere sanitario.

Non tutti, infatti, osservano i cartelli di divieto di balneazione, perchè se ci sono altri che si “calano in acqua” forse il cartello è vecchio o è li per formalità, così chi ne paga le conseguenze sono i cittadini inconsapevoli.

Intanto va avanti la battaglia dei pentastellati sulle discariche a mare.

DIVIETO BALNEAZIONE

Il litorale molfettese, durante l’estate, è come sempre meta di una parte dei cittadini Terlizzesi. Divieti di balneazione sono previsti anche quest’anno su diversi chilometri di spiaggia libera.

Le zone più note sottoposte a divieto riguardano l’oasi naturale di Torre Calderina situata fra Molfetta – Bisceglie e Torre Gavettone fra Molfetta – Giovinazzo.

L’oasi naturale, ma è solo sulla carta, di Torre Calderina vede ogni giorno 40.000 metri cubi di acque reflue

provenienti dai Comuni di Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi sversate senza essere depurate.

Le conseguenze sulla fauna sono: moria di pesci e di molluschi e la capacità diluente del mare in esaurimento.

Hanno in progetto la costruzione di un collettore sotterraneo del costo di 20 milioni di euro. In sostanza spostare il problema solo qualche km più avanti.

Noi cittadini, che paghiamo in bolletta la depurazione, chiediamo di porre fine alla cementificazione del suolo e di non usare il mare come una discarica. Noi vogliamo la nostra acqua depurata e riutilizzabile.

Per Torre Gavettone il divieto di balneazione riguarda la presenza di ordigni bellici.

Sui fondali marini tali ordigni continuano a rilasciare in mare, a causa delle ogive ormai corrose dal tempo, sostanze di cui non si conoscono precisamente gli effetti sulla salute dei bagnanti e sull’ecosistema marino e ci si domanda se possono esserci correlazioni con l’alga tossica.

Per gli ordigni bellici sarebbe opportuna una Commissione d’indagine ed una mappatura delle armi chimiche e convenzionali disseminate in mare ed una legge che ne finanzi la bonifica per la salvaguardia dell’ecosistema marino e della pubblica salute.

Siamo impegnati direttamente come attivisti del Movimento 5 Stelle, con i gruppi di Bisceglie, Corato, Ruvo e Molfetta per dire no alla condotta sottomarina di Torre Calderina e per l’adeguamento urgente dei depuratori affinchè le acque così trattate possono essere riutilizzate per scopi irrigui oltre che in attività industriali.

Seguiamo con attenzione, un nostro attivista ha aderito, il “Comitato Cittadino per la Bonifica Marina a tutela della Salute e all’Ambiente Salubre” di Molfetta, per quanto riguarda la bonifica degli ordigni bellici.

CITTADINI IN MOVIMENTO  ( Iscritti al MoVimento 5 Stelle )    GC

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