Ospedale di Terlizzi, vittima di un boicottaggio politico?

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Ospedale Sarcone di Terlizzi

Le vere vittime indifese della vicenda legata al lento processo di demolizione dell’Ospedale Sarcone di Terlizzi, di fatto sono gli utenti ed i professionisti del servizio sanitario, che ancora opera nella struttura.

Un Ospedale che per circa 20 anni è stato il fiore all’occhiello della migliore sanità Pugliese, oggi migliorato sia sotto l’aspetto strutturale che di dotazione strumentale, con apparecchiature di avanguardia che restano abbandonate e in alcuni casi con l’incarto, senza mai essere utilizzate.

Qui c’era l’eccellenza di livello nazionale, in alcune branche specialistiche come l’Ostetricia e la Ginecologia, poi la Cardiologia, hanno funzionato come bigliettino da visita per la qualità del servizio sanitario pugliese e italiano.

Sicuri di una sanità che offriva risposte serie e concrete, qui si rivolgevano da ogni parte d’Italia, era la fierezza dei Terlizzesi.

L’ultimo sindaco terlizzese che qualche anno fa lanciò un grido di allarme a tutto il sistema politico, in difesa dell’efficentismo sanitario locale che serviva una utenza  di ampissimo livello territoriale, fu Vincenzo Di Tria, del quale, vi riproponiamo una sua inchiesta registrata >> vedi video>> http://www.youtube.com/watch?v=1Uk4_qsUdeU .

Attività di stimolo mai supportata, anzi, riteniamo addirittura boicottata dal sistema politico che oggi porta alle cronache nazionali, la corruzione ed il malaffare, la stessa che muove il potere della gestione istituzionale con accordi trasversali.

Accordi trasversali, che da due anni hanno regalato a terlizzi una amministrazione che porta sui palchi della propaganda politica ed elettorale, gli stessi politici che hanno delocalizzato a Corato le conquiste professionali ed infrattuturali dei terlizzesi.

Insomma, penso che dopo queste premesse, possiamo passare ad analizzare la situazione odierna, senza prima ricordare che al sindaco Gemmato, il Consiglio Comunale di Terlizzi, in data 24 luglio 2012, con  voto unanime e favorevole, ordinava con atti :

  • A prendere ferma e netta posizione contro il trasferimento a Corato del reparto di Cardiologia;
  • A prendere ferma e netta posizione contro il ridimensionamento delle Unità di Oculistica, di Medicina d’Accettazione e d’Urgenza e contro la soppressione del servizio di Ginecologia;
  • A porre con forza l’esigenza di dotare l’Unità Complessa di Chirurgia di tutti i requisiti necessari a sopperire alle urgenze chirurgiche ma anche a procedere nella direzione di una maggiore qualificazione del reparto terlizzese nel campo della Chirurgia dell’Obesità e dell’utilizzo dei moderni sistemi laparoscopici;
  • A esperire tutte le strade, anche quelle legali, per evitare che negli anni necessari alla costruzione del nuovo ospedale si creino falle nell’assistenza sanitaria sul nostro territorio, a detrimento della salute dei cittadini terlizzesi. 
  • Premesso che :
    • L’ospedale di Terlizzi, in passato Ospedale Provinciale, ha sempre rappresentato un solido e qualificato riferimento per l’assistenza sanitaria sul territorio a Nord di Bari;
    • La Regione Puglia ha inteso investire ingenti risorse nella ristrutturazione, messa in sicurezza ed adeguamento del presidio Terlizzese, dotandolo anche di 2 nuove sale operatorie per potenziarne la vocazione chirurgica;
    • Le recenti scelte di riorganizzazione aziendale della ASL Bari hanno accorpato il Michele Sarcone al presidio di Corato perché insieme costituissero un unico Ospedale denominato Corato-Terlizzi;

    Dopo la documentata precisazione mostrata, ci sorge il dubbio atroce, ma il sindaco Gemmato cosa ha fatto per evitare che il processo di demolizione dell’ospedale di Terlizzi continuasse?

Abbiamo voluto effettuare una visita, all’ospedale di Terlizzi, e per casualità ci è capitato di incontrare il Prof. Francesco Puglisi, il quale, con tutto l’entusiasmo del professionista impegnato, ci ha donato alcuni dati, dopo averci fatto visitare la straordinaria unità di chirurgia di cui egli è primario, che con estenuante lavoro quotidiano ha permesso di effettuare in un anno ben 800 interventi.

Una realtà di cui andare fieri e di cui parleremo nel prossimo approfondimento dedicato al reparto specialistico di chirurgia dell’obesità di Terlizzi, e che avrebbe ancora bisogno di alcune ulteriori attenzioni, per spiccare il volo che merita, alto come il livello di competenza e professionalità che quotidianamente viene riconosciuta dagli stessi pazienti, provenienti da puglia, basilicata e calabria.

Abbiamo bisogno di essere smentiti, perché la salute viene prima degli affari.

GS

 

 

 

3 pensieri su “Ospedale di Terlizzi, vittima di un boicottaggio politico?

  1. Gli anni in cui lavoravo a Corato, dal 1995 al 2006, coincidevano con il primo decennio dell’era berlusconiana. Corato era uno dei ‘quartieri generali’ e in ogni dove si parlava dello smantellamento dell’ospedale terlizzese a favore di quello coratino. L’era berlusconiana si è caratterizzata in Puglia con Fitto, presidente della Regione Puglia dal 16 aprile 2000 al 4 aprile 2005, per poi diventarne il pupillo del berlusca, premiato con il Ministero per gli Affari Regionali nel Governo Berlusconi IV dal 2008 al 2011. Fitto, non era l’unico ramo del berlusca, non dimentichiamo Azzollini e Perrone.

  2. Quello che è avvenuto con l’era berlusconiana è sotto gli occhi di tutti: grandi opere e una movimentazione di ingente finanza, a volte anche fuori controllo. Anche nelle nostre zone ne abbiamo esempi…

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