PD Terlizzi, si allarga il fronte degli scontenti

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C’era una volta il PD, che ha avuto la capacità di riunire il pensiero di sinistra, superando le diverse culture di provenienza.

Tutti uniti, per una strategia e per un ideale progressista.

Poi, nel 2011, arriva l’esperienza terlizzese, tra interessi di potere e fazioni in conflitto, una frangia protetta dalla struttura di partito, manda a gambe all’aria l’amministrazione di sinistra, creando un polo alternativo al PD con tutte le forze di centrodestra, il cosidetto “Patto di Responsabilità Civica”, con il benestare di tutto il potentato di sinistra al potere nei diversi livelli istitiuzionali e di partito.

Da quel momento, e per pura coincidenza, lo scenario globale della politica italiana, cade nella più profonda crisi di identità, da cui emergono in maniera sempre più convinta i movimenti civici, traendo spunto dalla protesta e dall’astensionismo imperante a causa della reazione silenziosa dell’elettorato che si divide tra Pentastellati da una parte e astensionisti dall’altra, modi diversi di manifestare un dissenso, che supera complessivamente soglie mai raggiunte, dove in alcune aree vanno oltre il 50% dell’elettorato.

Una vera e propria sconfitta della rappresentanza politicamente strutturata nei partiti tradizionali, che tentano di riscattarsi con l’immagine del nuovo, del rottamatore, come è stato con Renzi che con lo slogan “cambia verso” lascia intendere al mondo della sinistra una vera e propria inversione di tendenza.

Ma così non è stato, perchè dopo aver assunto la guida del Partito, anzichè dare attuazione alla rottamazione, parte alla conquista della “bastiglia”, facile da conquistare con l’ausilio dei pontieri e dei genieri di destra che vivevano momenti di grave crisi esistenziale anche a causa della condanna definitiva del pluripregiudicato di destra.

Nel frattempo, a Terlizzi nascono le prime incomprensioni nel “Patto di Responsabilità” e nell’amministrazione della Città, tra gli ex PD e la destra abusivista, che arriva persino a sfiduciare il fratello Michele, del più noto Grassi, parlamentare del porcellum.

E siamo arrivati ad oggi, elezioni Europee con il PD che dopo essere entrato ufficialmente nel PSE avvia una campagna elettorale, disturbata dagli scandali eccellenti che trascina un parlamentare del PD nella bufera mediatica, e che costringe il PD a chiedere gli arresti con atto parlamentare che passa a maggioranza ma con il voto contrario del Parlamentare Gero Grassi che ancora una volta si distingue per controtendenza.

Lui di fatto cambia verso, ma sbaglia strada, e questa volta il suo verso è a favore del malaffare, che sul caso Genovese, che ha fatto preoccupare il PD a tutti i livelli, vota contro gli arresti, portando ancora una volta Terlizzi nell’agone della maldicenza politica e della maldecenza di partito, tra le ire dei tanti, ormai, ex PD che sempre più si allontanano dal cerchio infernale.

Che tutto ciò sia da stimolo alle coscienze, “ora la rottamazione può iniziare”.

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Matteo Renzi

 

 

 

 

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