Autobomba a Terlizzi, SEL: “non dobbiamo aver paura di rompere le scatole”

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Dal portavoce di Sinistra Ecologia e Libertà, Domenico Paparella, riceviamo e pubblichiamo.

<<Ventidue anni fa la strage di Capaci, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Era appena iniziato il biennio delle bombe, periodo in cui Cosa Nostra muoveva attacchi contro lo Stato Italiano. Cinquantasette giorni dopo il giudice Paolo Borsellino perderà la vita insieme a cinque agenti della scorta nella strage di via D’Amelio.

Quel ricordo nessuno riuscirà a cancellarlo, soprattutto perché la criminalità ha fatto sentire il puzzo del tritolo anche a Terlizzi.

Sono trascorsi ventuno anni da quel 7 maggio 1993, l’anno in cui a Terlizzi un’autobomba esplose ferendo gravemente un vigile urbano e due ragazzini di quindici anni, i quali furono trasportati in ospedale in stato di choc.

Sono passati ventuno anni eppure la nostra comunità vede sempre le stesse persone e le stesse famiglie che continuano a dominare la politica locale e a decidere con i loro pacchetto di voti chi vince e chi perde. Ma a perdere veramente è solo la gente comune. Le lobbies esistono ancora e hanno un bisogno continuo di alimentarsi. Il sistema è lo stesso: dalla richiesta di voto, alla promessa di lavoro, all’occupazione dei luoghi decisionali e di potere, ai posti di lavoro precario con relativo ricatto al lavoratore.

In tanti fanno finta di non vedere che la criminalità organizzata è ovunque: dalla strada provinciale 231 in cui sussiste una perenne tratta delle donne, alle piazze di spaccio sempre più affollate, alle campagne di xenofobia atte a creare una continua condizione di ricattabilità per i caporali delle campagne, alla raccolta differenziata porta a porta che non inizia perché mette in discussione equilibri economici imponenti, concludendo con le slot, casinò e centri scommesse che riciclano denaro sporco ed incrementano il disagio sociale della ludopatia. Il nuovo business più grande delle mafie però è e resta la mistificazione dell’olio extravergine d’oliva, in cui vi sono investimenti notevoli; ciò rappresenta un furto enorme nei confronti della dignità della nostra gente. Le mafie hanno creato il disastro della terra dei fuochi e ora si lanciano a finanziare miracolosi farmaci anti-cancro.

In un articolo dell’8 maggio 1993 Carlo Vulpio sul Corriere della Sera descriveva così la nostra città: «La criminalita’ che sta soggiogando questa citta’ non e’ piu’ quella degli scippi e del racket, ma quella intrecciata ai politici del luogo, che, forti dei loro referenti regionali e nazionali, condividono mire e appetiti dei boss locali». Ci siamo chiesti e continuiamo a chiederci se nella nostra bellissima e amata città ci sia una reale e forte voglia di cambiare, perché fino ad oggi ci sembra che la situazione sia molto peggiorata.

Don Pino Puglisi affermava che la verità sta nel nostro modo di pensare. Ma noi, che cosa pensiamo veramente? >>

Il circolo Sinistra Ecologia e Libertà “Gioacchino Gesmundo” Terlizzi

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Immagine autobomba al comune di Terlizzi 1993

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