Caso Censum, giù la maschera del tecnicismo che tenta di confondere le idee dei contribuenti

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Il 9 maggio 2013 gli arresti al Comune di Terlizzi

Alcuni giorni fa il consiglio comunale in notturna ha tentato di mettere sul tavolo della traumatica vicenda Censum, la firma di illustri esperti consulenti che altro non hanno potuto se non accentuare la confusione sugli arresti di un anno fa, eseguiti dalla Guardia di Finanza.

Da parte delle opposizioni, una consistente levata di critiche sulla conduzione della procedura che di fatto tentava di deviare le reali responsabilità amministrative e burocratiche, a tutela degli interessi dei cittadini e delle casse comunali, dalle quali mancano ancora circa un milione e mezzo di euro.

Raccogliendo alcune opinioni tra gli addetti ai lavori, ne ricaviamo delle inequivocabili  conferme.

“Il dibattito in consiglio comunale è stato interessante sotto il profilo tecnico. Sotto il profilo politico, cosa produce oggettivamente la scelta di affidarsi ad una perizia tecnica? Un travisamento giuridico dell’ “Affare Tributi”. Il rapporto con la Censum viene ridotto ad una mera controversia contabile tra reciproche poste di credito e di debito. Non è così. Non si spiegherebbe l’indagine giudiziaria. Se posso semplificare: un debitore non commette un reato se non paga il proprio debito (Nell’ ‘800 i debitori andavano in carcere). Se non paga si apre una lite di natura civile con il creditore. Il punto è che la Censum non ha nei confronti del Comune di Terlizzi un debito. Non ha riversato nelle casse comunali il ricavato della riscossione dei tributi comunali. Cioè ha trattenuto risorse che già appartenevano al Comune di Terlizzi. E questo potrebbe essere un reato. Non tocca a noi dirlo. Certo, giuridicamente, non si può invocare la compensazione di propri crediti per giustificare il mancato versamento dei tributi comunali incassati. Ogni rapporto transattivo con la Censum sarebbe dovuto partire da una pregiudiziale giuridica a tutela dell’Erario e dei cittadini: prima versa i soldi dei contribuenti di Terlizzi e poi discutiamo di quanto devo restituirti per i tuoi crediti. La condotta dell’amministrazione di fatto abbraccia la tesi della “compensazione”, da sempre sostenuta dal dirigente, e compromette la legittimazione dell’Ente a costituirsi parte civile se e quando avrà inizio il processo penale sulla vicenda.”

 

“Sta di fatto che a più di un anno di distanza dagli arresti della dirigente alle finanze del Comune e del presidente della CENSUM, i soldi spariti non sono più stati recuperati, e anzi sembra si stia facendo di tutto per recuperarne il meno possibile.

Solo qualche sera fa in consiglio comunale la risicatissima maggioranza che sorregge Ninni Gemmato ha approvato la perizia commissionata ad un esperto per stabilire quanto la CENSUM deve restituire al Comune, e quanto il Comune deve versare alla CENSUM per una serie di attività svolte negli anni. Infatti, invece di recuperare subito i soldi dei cittadini e di contestare tutta una serie di servizi previsti dal contratto e mai svolti, Gemmato ha avviato una trattativa con la CENSUM.

Sono così spuntate antiche fatture di quando la CENSUM si chiamava SESAM e il sindaco era Amendolagine, e di fatture emesse nel 2008 ma stranamente consegnate al Comune solo nel 2011, e così il consulente è arrivato a calcolare il nuovo credito del Comune, che è passato da 1.500.000€ a circa 900.000€.

Nel dibattito in consiglio comunale è emerso che nella perizia del dott. Cocola non vi era nessuna traccia dei danni derivanti dalla mancata manutenzione e sostituzione delle plance per le affissioni dei manifesti per le vie cittadine, nessuna traccia della mancata consegna del software di gestione che poi il Comune è andato a comprare dalla Servizi Locali, nessuna traccia del danno economico derivante dalla mancata manutenzione della banca dati dei contribuenti, ecc, ecc.

Nessuna volontà di risalire alle responsabilità dirigenziali di chi avrebbe dovuto vigilare sull’osservanza del contratto, ma oramai si sa che la dirigente alle finanze (che non era presente in consiglio) gode di una particolare protezione da parte del sindaco, e quindi si è andati avanti senza andare troppo per il sottile.

La maggioranza non ha ritenuto di dare importanza neanche alle osservazioni poste dai sindaci revisori del Comune, che avevano sollevato dubbi sul calcolo degli interessi elaborato dal dott. Cocola, il quale aveva applicato al Comune le stesse penali previste da contratto per la Censum, sottraendo al Comune di Terlizzi circa 58.000€.”

A nulla sono servite le proteste dell’opposizione, che alla fine ha abbandonato il consiglio prima del voto, mettendo agli atti una dichiarazione molto severa.

Cosa succederà ora? Si chiude così questa imbarazzante vicenda? Noi auspichiamo che non sia così e che si proceda ad un’attenta verifica di quanto la CENSUM deve effettivamente restituire al Comune di Terlizzi.

Terlizzinews si impegna a seguire con attenzione gli sviluppi per informare i lettori e svolgere il suo compito civico di tutela degli interessi dei cittadini terlizzesi.

 

2 pensieri su “Caso Censum, giù la maschera del tecnicismo che tenta di confondere le idee dei contribuenti

  1. Malauguratamente ho assistito al Consiglio Comunale, apprendendo tra l’altro che il Dott. Cocola ha aperto le danze dicendo : che ha fatto un controllo a campioni dai bollettari riscontrando delle anomalie per un totale ::::::::::::, mi domando è dico : Dott. Cocola se ha visto ha campioni che ci sono delle anomalie, perchè non l’ha fatto su tutti i bollettari? A voi l’ardua interpretazione! Spero che il presidente del Consiglio si è attenuto alla richiesta del consigliere Berardi , e cioè di portare a conoscenza di quanto accaduto alla Procura della Corte dei Conti e Procura di Trani, con l’auspicio che la Magistratura faccia chiarezza quanto prima!

  2. Guardi, lei deve sapere che gli atti di una deliberazione di consiglio, nonché il verbale vengono predisposti dagli uffici di segreteria ( non dal Presidente del Consiglio ). Poi, redatti vengono firmati dal Segretario Generale del Comune e dal Presidente del Consiglio. E’ consuetudine che una volta approntati gi atti amministrativi i Consiglieri che hanno chiesto -nella dichiarazione di voto- la trasmissione diretta del Comune ad Irgani Sovraordinati e/o all’Autorita’ Giudiziaria vengono chiamati dagli uffici di segreteria per sottoscrivere l’invio. Anche questa volta, stia tranquillo, poiché alcuni Capigruppo, anche a nome di diversi Consuglieri, verrà fatto tranquillamente. Non si preoccupi, il Presidente del Consiglio essendo -molto istituzionale- si atterra’ con estrema serenità.

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