Che fine ha fatto il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile ? Dito puntato contro l’indifferenza

EmilyOrmai sono passati mesi da quando è stata presentata all’amministrazione la proposta di delibera che poneva le linee generali programmatiche per la realizzazione partecipata di un Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) attraverso la riorganizzazione della mobilità, dei tempi e della vivibilità.

La proposta presentata per voce dell’allora consigliere comunale Pasquale Vitagliano, è stata il frutto di una condivisione di criticità e idee sulla mobilità a Terlizzi tra realtà politiche, culturali ed ambientali, tra cui il movimento Libertà è Partecipazione e il Movimento Civico.

Nel Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, prendendo spunto da normative europee ed italiane, sono stati individuati principi base ed obiettivi specifici come: il cittadino al centro della pianificazione della mobilità; il miglioramento della sicurezza, delle infrastrutture e la loro manutenzione; l’impegno verso la sostenibilità ambientale ed una mobilità alternativa a quella motorizzata; un approccio partecipato che coinvolga cittadini e soggetti economici; un approccio integrato che tenga conto di strumenti e politiche dei diversi settori, livelli amministrativi e autorità limitrofe. Inoltre sono enunciate le azioni per realizzare gli obbiettivi citati ed indicati la possibilità di accedere a finanziamenti con dei progetti. In concreto l’avvio di un tale percorso rappresenta un più generale programma di riqualificazione urbana che guidi la riorganizzazione della viabilità in termini di reperimento di nuove aree di parcheggi; pedonalizzazione di alcune aree del centro storico; eventuale revisione dei parcheggi a pagamento e del percorso della pista ciclabile; individuazione di percorsi ginnici (Via Vecchia di Sovereto, ad esempio); miglioramento della viabilità intorno e dentro il borgo di Sovereto; sperimentazione di nuovi programmi ecosostenibili (bike o car-sharing); collegamento tra viabilità ed attività produttive con verifiche e revisioni delle autorizzazioni di occupazione suolo pubblico degli esercizi pubblici e degli orari di attività degli esercizi commerciali.

Tutto questo all’amministrazione pare non interessare. Nessuna risposta, nessun commento, nessun parere.

L’amministrazione ignora non solo un proposta fatta da un forza d’opposizione in consiglio comunale, ma ignora anche un percorso partecipato fatto da liberi cittadini su un tema sensibile come la mobilità sostenibile. Ignora perché non sa rispondere o non vuole rispondere?

Gemmato ha confermato la sua non onestà intellettuale non citando la proposta nemmeno nell’incontro con la città, sul tema “Rifiuti, viabilità e sicurezza”, come suo solito ha preferito il vuoto vaneggiare populistico. Inoltre l’operato dell’assessore con delega alla viabilità desta molte titubanze, questi ha scambiato la pista ciclabile per una “gallina dalle uova d’oro”.

Il suo assessorato prevede solo attività sanzionatoria tanto che negli ultimi mesi si sono registrate il doppio delle multe rispetto al passato per la sosta su pista ciclabile. Non che l’aspetto sanzionatorio sia da trascurare, ma se si vuole puntare veramente sulla mobilità a due ruote questo non basta. Anche la tanto sbandierata adesione ad un progetto di incentivi per l’acquisto di biciclette per la mobilità cittadina (un’adesione normale in molti paesi) è del tutto scollegata da programma culturale e promozionale.

La chiusura al traffico domenicale di Corso Dante è stato un fugace esperimento concepito male dall’amministrazione e per questo non recepito dalla cittadinanza. Tra l’altro risulta curioso che l’assessore alla viabilità nel passato recente si sia occupato di agricoltura, tanto da essere stato il referente locale di un’associazione di categoria, trovarlo poi con la delega alla viabilità dopo “un rimpasto di governo” ha suscitato qualche perplessità. Intanto una strada del centro è chiusa da anni, i semafori a turno vanno in tilt, molte zone del paese di notte restano al buio, il centro storico dopo la ripresa degli scorsi anni sta lentamente tornando al degrado, le periferie restano isolate, le occupazioni di suolo pubblico aumentano a dismisura, il manto stradale resta una groviera, ma tutto questo non è importante, conta fare cassa, c’è un buco da sanare ma non diciamolo in giro! 9665819_orig

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