Caso Censum, ma che fine hanno fatto i nostri soldi?

15791-1-guardia-di-finanzaNon se ne parla più dei soldi fatti sparire dalla società che gestiva i tributi comunali.

Oltre un milione di euro finiti non si sa dove! Ma tutto tace, nonostante siano molti i terlizzesi ancora interessati alla vicenda che un anno fa condusse agli arresti della dirigente del Comune di Terlizzi e del presidente della CENSUM.

Lo dimostra la recente iniziativa promossa dal Movimento Civico attraverso cui sono state raccolte 850 firme che porterà l’amministrazione a parlarne in consiglio comunale, ma perché fino ad oggi i cittadini non sono stati informati dello stato delle cose?

Perché il sindaco non utilizza i due dipendenti che ha assunto nel suo STAFF per informare i cittadini su questi importanti temi?

Eppure 1.115.000euro sono un bel po’ di soldini e sono soldi dei cittadini che nel frattempo si sono affannati a pagare la valanga di tributi arrivata a fine anno.

In assenza delle spiegazioni formali da parte dell’amministrazione comunale, proviamo noi di TERLIZZINEWS a fare un po’ di chiarezza – abbiamo acquisito tutti gli atti amministrativi di questa vicenda – e risaliamo all’origine di questa storia.

Correva l’hanno 2012 e l’ultimo giorno dell’anno finalmente scadeva il contratto con la CENSUM, un rapporto tormentato dalle “cartelle pazze” del 2010, dai ritardi nei versamenti da effettuare nelle casse comunali, dalla mancata sostituzione delle plance per le affissioni che ancora oggi sono irrimediabilmente rotte o arrugginite da fare pietà.

Il contratto non era stato rispettato in più articoli e la CENSUM non aveva più riversato al Comune 1.115.000euro, ma nonostante tutto, la giunta Gemmato decise di riaffidare alla CENSUM per altri 6 mesi –fino al 30 giugno 2013- il servizio tributi e lo fece giusto il 31 di dicembre 2012, l’ultimo giorno utile per la proroga.

L’opposizione protestò vivacemente e i revisori dei conti del Comune fecero notare l’anomalia e chiesero che venissero in qualche modo tutelati i soldi del Comune, a quel punto, Gemmato e la Panzini chiesero alla CENSUM per garanzia una fidejussione.

Ma la fidejussione che la CENSUM stipulò con la società Confiditalia avrebbe coperto solo i 6 mesi di proroga ed ammontava a 1.000.000€, una somma inferiore all’importo che la CENSUM già doveva al Comune per i servizi svolti fino al 31/12/2012.

L’8 maggio del 2013 arrivarono gli arresti e sembrò che si volesse fare chiarezza su tutta la vicenda e cominciò la giostra dei consulenti che dovevano spiegare che fine avessero fatto i soldi del Comune: Gemmato nominò il professore universitario MARIO AULENTA che arrivò a metà dell’opera, la sua relazione finale non arrivò mai perché nonostante le sue ripetute richieste le carte necessarie a proseguire non gli furono mai fornite, e così è fu pagato e mandato via; poi Gemmato nominò il dott. DOMENICO COCOLA, ma affidandogli meno poteri che ad AULENTA.

Nel frattempo era tornata la Panzini, prontamente rimessa da Gemmato a svolgere il ruolo di dirigente delle Finanze comunali.

L’incarico che Gemmato conferì a COCOLA era quello di accertare quanti soldi la CENSUM dovesse restituire al Comune ma stranamente anche quanti soldi dovesse dare il Comune alla CENSUM, considerato che la CENSUM aveva nel frattempo tirato fuori anche vecchie fatture non pagate risalenti addirittura al 1993, quando la CENSUM si chiamava ancora SESAM.

E quindi il Comune si ritrovava a dover pagare alla CENSUM delle somme di denaro.

Venendo ai giorni nostri, l’amministrazione Gemmato ha recuperato dalla CENSUM i nostri soldi?

A che punto siamo?

Siamo al punto che il difensore del Comune prof. UGO PATRONI GRIFFI ha provato a recuperare il milione di euro garantito dalla CONFIDITALIA con la fidejussione, ma non c’è stato niente da fare.

La CONFIDITALIA non ha soldi e ha sospeso l’attività già da diversi mesi.

Negli atti cortesemente forniti dal consigliere del PD Vincenzo di Tria, che li ha recentemente acquisiti, leggiamo che il 16 gennaio scorso l’avvocato PATRONI GRIFFI trasmetteva al Comune di Terlizzi la relazione del novembre 2013 della consulente dell’Ufficiale Giudiziario incaricato di recuperare le somme, e il verbale dell’udienza tenutasi presso il Tribunale di Bari il 18 dicembre 2013.

Nel verbale dell’udienza troviamo scritto che la CONFIDITALIA “versa in un grave stato di insolvenza” e che “non esercita più da diversi mesi”, oltre che “le è stata revocata dalla Banca d’Italia l’autorizzazione a prestare fidi e sono stati distratti rilevanti cespiti attivi in danno ai creditori”.

Detto in altri termini, il Comune di Terlizzi non potrà recuperare il debito della CENSUM attraverso la fideiussione da 1 milione di euro garantita dalla CONFIDITALIA, perché la CONFIDITALIA non esiste più e non ha più un solo euro in cassa.

Ma perché queste cose il sindaco non le rivela ai cittadini?

Perché l’amministrazione tace su questo argomento?

Intanto i cittadini, indirettamente, continuano a pagare consulenti ed avvocati.

La perizia della consulente dell’ufficiale giudiziario è stata pagata non più tardi di un mese fa

http://www.comune.terlizzi.ba.it/mc/mc_attachment.php?x=584566a379d8e422d4491bc9808efaf6&mc=4903&

…, 6700€ per accertare che il milione di euro non lo rivedremo più.

Quale sarà il contraddittorio dell’amministrazione comunale su questa gravissima situazione ?

4 pensieri su “Caso Censum, ma che fine hanno fatto i nostri soldi?

  1. Mi permetto di proporre un aggiornamento alla redazione di TERLIZZINEWS: il prof. Mario Aulenta non ha ancora ricevuto il saldo per la sua prestazione terminata a settembre scorso e si è rivolto ad un legale per vedere onorato il suo impegno con il Comune di Terlizzi. Pagheremo altri avvocati ed interessi….Danno su danno!

  2. La questione cessum ha fatto perdere il sonno ai terlizzesi, derubati, vessati e raggirati. l’aggravante è il silenzio di una Amministrazione che si è chiusa nel “mutusimo”, tranne che non sia obbligo dell’A.G. Ma è la storia di un raggiro, soldi, tanti soldi, svaniti nel nulla, una fidejussione dai contorni misteriosi, le consulenze prima affidate e poi interrotte. Non una parola sugli operatori della ex cessum, padri di famiglia che improvvisamente si ritrovano senza un sostentamento alle proprie famiglie, derisi e abbandonati alla loro sorte. Questa storia ha i contorni di una cornice nera, il colore dominante in questo paese, con un rimpallo di responsabilità che non ha eguali nell’antologia della P.A.

    • Noi Terlizzesi abbiamo commesso il grave errore di aver eletto SINDACO la “MUSA ISPIRATRICE” la quale sta portando la nostra Terlizzi alla rovina, tra parcelle di avvocati e commercialisti, pur di difendere le sue negligenze ed i suoi guai giudiziari. Fino a quando la nostra comunità Terlizzese potrà pagare a caro prezzo tutto questo? SIAMO STUFI DI POLITICI INCAPACI E DI DIRIGENTI…………. . Forse sarebbe opprtuno che il primo torni in farmacia e la seconda voli per altri lidi balneari. Però fate presto prima che ci pensi la G.di F. unitamente alla Procura di Trani!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Pingback: Scandalo Censum: “cornuti e mazziati”, ai terlizzesi dopo aver perso i soldi tocca anche pagare | TerlizziNews

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